Le nubi tra le Fondazioni Ikaros, Et Labora e JobsAcademy e Regione Lombardia sono ben lontane dal dissolversi: oggi (venerdì 10 aprile), con una dichiarazione congiunta molto dura, i rappresentanti delle realtà hanno chiesto le dimissioni dell’assessore a Istruzione, Formazione e Lavoro del Pirellone, Simona Tironi.
«Regione non paga, mancano sette milioni»
A nulla sono valse le rassicurazioni da Milano, dove si era detto che, nonostante i contrasti, si sarebbe cercata una soluzione per quei sette milioni di euro non versati alle Fondazioni. Queste ultime starebbero aspettando quei fondi, che sostengono siano già decretati e liquidabili, da oltre tre anni. Ritardi che starebbero pregiudicando la sostenibilità economica e organizzativa. Motivo per cui sono già partiti esposti a Corte dei conti e Procura, con Regione a replicare tuttavia che i fondi non sarebbero stati versati per irregolarità riscontrate nella rendicontazione.
A ciò, si aggiunge il fatto che tutte queste Fondazioni sono riunite sotto la Fondazione San Michele Arcangelo, finita al centro delle cronache giudiziarie nel 2024 dopo che il suo fondatore, Daniele Nembrini, è finito sotto inchiesta per malversazione di fondi Pnrr.
Il Pirellone già negli scorsi giorni ha inoltre respinto al mittente le accuse, sostenendo che le difficoltà finanziarie ci fossero da prima e siano venute fuori solo a posteriori. Ha poi affermato sarebbero state scorrettezze procedurali, nel fornire la documentazione richiesta dalla Lombardia, a causare uno stop all’erogazione dei fondi, nell’attesa di fare chiarezza.

Confermato lo stop da lunedì
Insomma, alla fine i soldi non sono ancora arrivati e, che abbia ragione una o l’altra parte, fatto è che le Fondazioni hanno confermato la sospensione di tutte le attività formative a partire da lunedì 13 aprile, come già annunciato in precedenza.
Oltre a questo, è stata proclamata una manifestazione davanti a Palazzo Lombardia, per il successivo mercoledì 15 aprile, a mezzogiorno. Nel mezzo, ci sono finiti 2.500 studenti, 211 collaboratori e 350 professionisti. Quello che quindi chiedono il presidente di JobsAcademy, Lorenzo Merlini Manzoni, e quello di Ikaros-Et Labora, l’avvocato Giovanni Santini, è «un’assunzione chiara di responsabilità politica».
Chieste le dimissioni dell’assessore
Spiegano infatti che «Il protrarsi del blocco dei finanziamenti, nonostante si tratti di risorse già riconosciute e decretate, sta producendo un danno concreto e immediato a studenti, famiglie, docenti e collaboratori, oltre a compromettere un’esperienza educativa costruita in decenni di lavoro sul territorio».
Le fondazioni denunciano in particolare «la totale assenza dell’assessore Simona Tironi, che non ha mai incontrato i presidenti delle fondazioni né prima, né durante, né dopo l’esplosione di questa crisi. Un atteggiamento grave e inaccettabile, che evidenzia una mancanza di responsabilità istituzionale di fronte a una situazione che coinvolge migliaia di persone».
Ecco quindi perché le Fondazioni domandano le dimissioni di Tironi, ritenendo che siano venute meno le condizioni minime per l’esercizio del suo ruolo. Allo stesso tempo, hanno rivolto un appello diretto «al presidente Attilio Fontana, affinché intervenga con urgenza per ristabilire verità, giustizia e continuità istituzionale, impedendo che una situazione già grave degeneri ulteriormente, fino a compromettere il diritto allo studio e al lavoro di migliaia di persone».
L’appello al presidente Fontana
Durante la manifestazione del prossimo mercoledì, i presidenti delle realtà in crisi si recheranno al Pirellone, per chiedere di essere ricevuti da Fontana, proprio per via dell’urgenza della situazione.
«Non è più tempo di rinvii o dichiarazioni contraddittorie: è necessario un atto di responsabilità immediato, che consenta lo sblocco delle risorse e la ripresa regolare delle attività – concludono Merlini Manzoni e Santini -. Le fondazioni ribadiscono la propria totale disponibilità al confronto nelle sedi istituzionali e giudiziarie competenti, nella convinzione che solo la trasparenza dei fatti potrà ristabilire la verità. Nel frattempo, resta la preoccupazione per uno scenario che rischia di configurarsi come un grave danno al sistema educativo e formativo lombardo».