Appello ai ladri

Furto in auto fuori dal Tecnomat di Dalmine, il dolore di un padre per i suoi ricordi persi

La vicenda di Dario Matera colpisce non per il valore economico, ma per quello affettivo. Protesta social per l’insicurezza nei parcheggi

Furto in auto fuori dal Tecnomat di Dalmine, il dolore di un padre per i suoi ricordi persi

Un attimo di distrazione, il tempo di una commissione e un intero archivio di vita che svanisce nel nulla. È questa l’amara disavventura vissuta da Dario Innocenzo Matera nel parcheggio del punto vendita Tecnomat di Dalmine, in via Provinciale.

Lunedì 20 aprile, intorno alle 15, ignoti hanno aperto la sua vettura portando via uno zaino arancione che conteneva molto più di semplici oggetti elettronici. All’interno, oltre a un computer portatile, c’erano diversi hard disk esterni. Dispositivi che per i malviventi rappresentano un magro bottino, ma che per la vittima sono inestimabili: contengono infatti le uniche copie esistenti delle fotografie di suo figlio e dei suoi genitori.

«Era contenuto all’interno del portabagagli, quindi non visibile – spiega Dario -. Non hanno forzato l’auto, per fortuna, ma sono riusciti comunque ad accedere all’interno e rovistare ovunque. Ho presentato una querela contro ignoti su consiglio del carabiniere. Ci sono anche le telecamere della Tecnomat e spero ne abbiano preso visione».

Matera ha poi deciso di lanciare un appello ai ladri attraverso i canali social, sperando di toccare le corde della loro umanità: «Vorrei rivolgermi a voi con rispetto – scrive -. Voglio credere che siate persone intelligenti e capaci, e che abbiate agito in un momento poco felice. Per questo vi chiedo un gesto di umanità: vi prego di restituire almeno il computer e gli hard disk. Non hanno valore per voi, ma per me contengono qualcosa di insostituibile: le foto di mio figlio e dei miei genitori, l’unica copia che esista. Ricordi che non potrò mai più recuperare».

Aggiunge poi un’indicazione per una restituzione sicura e senza conseguenze: «Potete lasciare il materiale in forma anonima, anche semplicemente appoggiandolo in un punto visibile della zona o vicino all’ingresso della Tecnomat. Non cerco altro, solo quei ricordi».

Dario poi conclude: «Quello che è accaduto a me rispecchia una situazione che, purtroppo, è diventata frequente e non solo a Dalmine». In effetti, l’episodio ha scatenato una pioggia di segnalazioni simili su Facebook, evidenziando una profonda frustrazione per l’apparente impunità di chi colpisce nei parcheggi della zona. (…)

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