Addio afa

Alla ricerca del refrigerio, arriva la mappa dei luoghi più freschi della città (quartiere per quartiere)

Il Comune di Bergamo diffonde un Atlante con centinaia di rifugi bioclimatici in grado di offrire sollievo durante le ondate di calore: a breve disponibile sul sito web

Alla ricerca del refrigerio, arriva la mappa dei luoghi più freschi della città (quartiere per quartiere)

Quando fa troppo caldo, in città ci sono dei Rifugi bioclimatici in grado di offrire sollievo durante le ondate di calore. Quali sono? Nei prossimi giorni, sarà possibile consultarli sul sito web del Comune di Bergamo, nella sezione dedicata al Verde pubblico, attraverso una nuova mappa che consente di individuare questi spazi verdi quartiere per quartiere.

Attraverso la mappa, interattiva, sarà possibile selezionare il quartiere, visualizzare tutti i rifugi bioclimatici presenti, conoscere il punteggio assegnato a ciascuna area, la fascia qualitativa di appartenenza e il relativo rating.

Il rifugio bioclimatico dà sollievo dal calore

Ma cos’è un rifugio bioclimatico? Si tratta di uno spazio pubblico capace di offrire condizioni ambientali migliori rispetto al contesto urbano circostante grazie alla presenza di alberature, ombra, acqua, superfici permeabili e servizi che favoriscono la permanenza delle persone, come panchine, aree gioco e servizi igienici.

Non tutti gli spazi verdi, quindi, sono automaticamente rifugi bioclimatici: ciò che viene valutato è la loro effettiva capacità di mitigare gli effetti del caldo e di essere fruibili dalla popolazione, in particolare dalle persone più fragili.

La mappa è il risultato di un lavoro di censimento e analisi che ha interessato l’intero patrimonio verde comunale. Sono state censite 937 località, integrate con le informazioni relative ai rifugi climatici già individuate dal Piano del Verde, con il censimento degli alberi e la presenza di corsi d’acqua. Di queste, 350 hanno ottenuto un punteggio numerico espresso su una scala da 0 a 100 e distribuito nei 25 quartieri cittadini.

Sono invece rimaste escluse dal sistema di valutazione le aree che, pur appartenendo all’infrastruttura verde cittadina, non sono assimilabili a spazi di permanenza, come spartitraffico, rotatorie, verde scolastico e sportivo, orti urbani, aree cani e altre tipologie analoghe, che rimangono comunque consultabili nella mappa come elementi del patrimonio verde.

Il rating è stato costruito attribuendo un peso alle principali caratteristiche che determinano la qualità bioclimatica di uno spazio. Il sistema considera cinque componenti: alberature e ombreggiamento (40 per cento), presenza di acqua (28 per cento), panchine (17 per cento), aree gioco (8 per cento) e servizi igienici (7 per cento). Ombra e acqua rappresentano quindi oltre due terzi del punteggio complessivo, riconoscendone il ruolo determinante nella mitigazione del calore urbano.

Le aree sono quindi suddivise in cinque fasce qualitative: Molto Alto (75-100 punti), Alto (50-74), Medio (25-49), Basso (0-24) e Non applicabile. Dei 350 rifugi valutati, 100 rientrano nella fascia Molto Alto, 104 nella fascia Alto, 90 nella fascia Medio, 48 nella fascia Basso e 9 risultano non applicabili perché privi delle dotazioni necessarie. Complessivamente quasi il 58 per cento delle aree si colloca nelle due fasce più elevate, con un rating medio cittadino pari a 54,5 punti su 100.

La mappa dei rifugi bioclimatici in città

Boccaleone e Villaggio degli Sposi i quartieri “migliori”

La mappa permette inoltre di consultare i risultati per ciascun quartiere. Boccaleone e Villaggio degli Sposi primeggiano per numero di aree verdi con punteggio alto. La graduatoria costituisce uno strumento conoscitivo e non una classifica delle temperature cittadine: il rating misura infatti la qualità complessiva del rifugio, combinando caratteristiche ambientali e dotazioni per la permanenza delle persone.

L’Atlante individua inoltre le 20 aree con le migliori prestazioni bioclimatiche della città. Al vertice della top ten si si colloca il Parco Ermanno Olmi alla Malpensata con un punteggio di 99,8, seguito dal Giardino dei Giusti al Galgario, dal Parco Brigate Alpine di Campagnola, dal Parco Suardi, dal Parco Beata Cittadini di Loreto, dal Parco Turani, dal Parco 8 Marzo a San Paolo, dal Parco alla Trucca, il Parco Baden Powell alla Celadina e dal Giardino Roggia Puggia a Grumello. L’eccellenza dei rifugi bioclimatici risulta così distribuita in numerosi quartieri della città.

Nei prossimi giorni la mappa sarà consultabile sul sito del Comune di Bergamo nella sezione Verde Pubblico. Cliccando sulla voce “Mappa dei Rifugi Bioclimatici”, ogni cittadino potrà esplorare il territorio quartiere per quartiere, visualizzare i rifugi presenti, conoscere il rating attribuito, la fascia qualitativa di appartenenza e confrontare le diverse aree della città.

«Senza considerare i boschi urbani e le aree agricole – dichiara l’assessora alla Transizione ecologica, ambiente e verde Oriana Ruzzini -, abbiamo comunque ottenuto un quadro che rappresenta più di 200 aree verdi di qualità. Una fotografia dinamica della città, un’opportunità per la cittadinanza che acquisisce consapevolezza dei 100 veri rifugi climatici di Bergamo ma, anche, dei corridoi ecologici che li collegano. Uno strumento in più anche per l’Amministrazione che sulla base del punteggio può investire per migliorare le aree che oggi hanno un rating non ottimale. Parallelamente stiamo eseguendo il triage degli alberi cittadini per individuare il livello di copertura arborea, altro dato significativo insieme alla presenza di superfici drenanti. Quello studiato a Bergamo è un modello replicabile che con l’individuazione dei rifugi completa il lavoro fatto con il Piano del Verde».