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21 anni d'attività

Il Centro antiveleni e tossicologia del Papa Giovanni taglia il record di mezzo milione di consulenze

Fondato nel 1999 negli spazi degli allora Ospedali Riuniti, oggi è punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale, diventato anche modello per l'Organizzazione mondiale della sanità

Il Centro antiveleni e tossicologia del Papa Giovanni taglia il record di mezzo milione di consulenze
Attualità Bergamo, 22 Aprile 2021 ore 13:01

Da quando ha visto la luce, nel giugno del 1999 negli spazi degli ex Ospedali Riuniti, il Centro antiveleni e tossicologia del Papa Giovanni XXIII ha raggiunto il traguardo del mezzo milione di consulenze fornite. Un record tagliato martedì scorso (20 aprile) alle 14.59, quando una paziente ha telefonato chiedendo informazioni sugli eventuali rischi derivanti dal vaccino anti Covid durante l’allattamento.

Inserito a pieno titolo nel servizio di emergenza-urgenza nazionale, il Centro antiveleni offre un servizio di consulenza, raggiungibile sia dal personale sanitario sia dai cittadini che possono telefonare al numero verde 800.883.300 chiedendo chiarimenti in merito ai rischi tossicologi legati a farmaci, prodotti casalinghi o industriali, pesticidi, cosmetici, oppure legati a piante, funghi e morsi di animali velenosi. Dal 2000, infatti, medici, biologi e farmacisti specializzati sono a disposizione dei pazienti durante tutto l’arco della giornata.

Qualità e competenza grazie alle quali il Centro, nel 2005, ha ottenuto il riconoscimento di Centro Antiveleni Nazionale del Ministero della Salute. Ma soprattutto l’ha consacrato tra i più importanti a livello europeo, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità a gennaio di quest’anno ha inserito nella propria “Guidelines for establishing a poison centre” il modello di Bergamo, accanto allo United Kingdom Teratology Information Service.

La teratologia è la scienza che studia le malformazioni, le anomalie congenite e lo sviluppo anormale di alcuni organi del feto durante la gravidanza. Entrambi i centri sono considerati dall’Oms come modelli efficaci e replicabili anche «per Paesi a basso e medio reddito, con l’obiettivo di massimizzare l’impiego delle risorse e delle appropriate fonti di informazione teratologica».

Dalle intossicazioni ai consigli per l’allattamento

In 21 anni d’attività 121.749 persone hanno chiesto una consulenza per casi d’intossicazione, 357.916 per l’uso di farmaci in gravidanza e durante l’allattamento, mentre le richieste di informazioni generiche, tossicologiche o farmacologiche, che fossero, sono state 20.335. «Arrivare a mezzo milione di consulenze ed essere presi come modello mondiale – osserva il responsabile Giuseppe Bacis – credo possa essere considerato come un ulteriore splendido risultato dell’intenso, ostinato ed eccellente lavoro compiuto».

Le attività del Centro antiveleni non si limitano alla cura delle persone con un’intossicazione acuta che arrivano in ospedale o alla consulenza telefonica, ma comprendono anche la preparazione di protocolli per l’emergenza tossicologica nelle industrie chimiche, la farmacovigilanza per le reazioni avverse da farmaci o per errate somministrazioni, la raccolta di documentazione su farmaci esteri, la sorveglianza sui prodotti chimici a uso domestico, industriale, agricolo e sui cosmetici.

I professionisti al lavoro nel Centro antiveleni e tossicologia del Papa Giovanni non si sono fermati neanche durante l’emergenza Covid: nel 2020 sono state fornite 40.412 consulenze, di cui 8.481 per casi d’intossicazione acuta. Le consulenze per le donne in gravidanza e per l’allattamento sono state 30.958, mentre le richieste di informazioni sono state 973.

«Si tratta di un ulteriore importante traguardo fatto di grandi numeri raggiunti dalla nostra Asst, che solo pochi mesi fa ha celebrato il traguardo dei mille trapianti di cuore – evidenzia il direttore generale Maria Beatrice Stasi -. Un ulteriore segno del carattere sovraterritoriale che il Papa Giovanni riveste per molte discipline quale centro di riferimento clinico e scientifico».

Il Centro antiveleni di Bergamo è associato all’European Association of Poison Centres and Clinical Toxicologists (EAPCCT), all’European Network of Teratology Information Services (ENTIS), alla Società Italiana di Tossicologia (SITOX) e alla Società Italiana Tossicodipendenze (SITD). Collabora con il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore della Sanità (ISS), l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e fa parte del Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP) del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Numerose le attività di didattica e di ricerca, in collaborazione con le Università, i centri di ricerca italiani e stranieri e con associazioni che si occupano di gravidanza e allattamento.