Sanatoria cartelle

Il Comune di Bergamo boccia l'annullamento dei debiti fino a mille euro

L'Amministrazione si è espressa sulla possibilità di stralciare i debiti di basso importo e la rateizzazione delle cartelle esattoriali. Gandi: «Scelta più tecnica che politica»

Il Comune di Bergamo boccia l'annullamento dei debiti fino a mille euro
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La 1ª Commissione consiliare permanente, mercoledì sera (25 gennaio), ha discusso della possibilità di stralciare i debiti di basso importo e la rateizzazione delle cartelle esattoriali. Nonostante l'opposizione della minoranza, l'Amministrazione di Bergamo - in attesa del parere definitivo durante il prossimo Consiglio comunale - ha optato per non annullare automaticamente (alla data del 31 marzo 2023) i debiti fino a mille euro (che includono anche capitale, interessi e sanzioni) derivante dai singoli incarichi affidati agli agenti di riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015.

Questa misura, chiamata "pace fiscale", è prevista nella Legge di Bilancio 2023, ma la decisione di applicarla o meno spetta ai Comuni titolari della potestà regolamentare delle entrate, tributarie comprese. Il Comune ha scelto quindi di non procedere con lo stralcio parziale dei debiti, poiché ciò non consentirebbe l'annullamento delle cartelle di pagamento.

Un ragionamento «più tecnico che politico» ha sottolineato l'assessore al Bilancio Sergio Gandi, interpellato da L'Eco di Bergamo. Lo stralcio parziale, stando ai calcoli degli uffici comunali, vale 400mila euro, a cui si aggiungono un milione e 200 mila euro di sanzioni del codice della strada.

Tuttavia, nella Legge di Bilancio esiste un'altra misura: si tratta della definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 30 giugno 2022, che prevede la riduzione degli importi complessivi da pagare ma richiede il pagamento della quota capitale, delle spese di notifica e di quelle eventualmente sostenute per le procedure esecutive. In questo caso, l'annullamento della cartella avverrà soltanto dopo il pagamento del residuo importo dovuto, che può essere rateizzato in un massimo di diciotto rate.

Opposizione contraria

«Riteniamo non opportuno aderire allo stralcio parziale, avviando i cittadini nella direzione della definizione agevolata e della rateizzazione delle cartelle esattoriali, anche ai fini della salvaguardia di quegli importi quantificati dai nostri uffici»: così Gandi ha motivato la decisione del Comune.

L'opposizione si è invece detta contraria alla decisione del Comune. «Ci pare opportuno agevolare il contribuente quando la norma lo prevede - ha sottolineato Alberto Ribolla (Lega) - evitando che il cittadino debba ricorrere alla definizione agevolata». Un'osservazione a cui Gandi ha replicato: «Siamo disponibili a interloquire in caso di difficoltà economiche del debitore, ma ricordo che queste risorse concorrono a determinare il risultato d'amministrazione in termini di bilancio».

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