C’è stato un tempo in cui l’area di via Padergnone a Zanica era associata ai contorni inquinati del lago nero, una profonda ferita ecologica nata negli anni Settanta e ricolma di sostanze tossiche. Oggi quella stessa terra si prepara a ospitare le autostrade digitali di un cloud.
Il “Triangolone” è pronto infatti a trasformarsi in uno dei più grandi templi dell’archiviazione dati d’Europa, ma il percorso che porta a questa rivoluzione tecnologica sta passando attraverso un acceso scontro politico.
La tensione si è riaccesa martedì 14 luglio, quando l’auditorium delle scuole medie di via Serio si è riempito per l’assemblea pubblica indetta dall’amministrazione Locatelli. Un incontro che, nelle intenzioni della giunta, doveva servire a illustrare i dettagli della titanica operazione immobiliare promossa dalla società londinese Astra Partners Ltd, ma che ha registrato la dura presa di posizione del gruppo d’opposizione Zanica Civica.
La minoranza ha espresso forti perplessità sulla gestione dell’incontro e sulla trasparenza dell’intera operazione, rilasciando una nota critica: «Risulta difficile, se non impossibile, esprimere una valutazione seria e approfondita su un intervento così grande che riguarda il futuro del nostro paese, senza dati alla mano accessibili a tutti. Il rischio è quello che assemblee pubbliche come queste diventino delle vere e proprie televendite, come lo è stata la serata di ieri sera, dove per altro il protagonista principale era proprio il sindaco Locatelli insieme al soggetto sviluppatore del progetto».
A fare discutere sono i numeri emersi durante l’incontro, cifre che delineano un panorama di eccezionale portata per il territorio bergamasco: «Sulla base di quello che abbiamo appreso nell’assemblea – continua la lista di minoranza -, probabilmente stiamo parlando del primo data center in Italia e in Lombardia a impatto (…)