La presentazione

Il nuovo questore di Bergamo, Vincenzo Nicolì, si presenta: «Non trascureremo o minimizzeremo nulla»

«C'è un'accelerazione dei fenomeni criminosi, provocata dal web e dai social, che creano effetto emulazione». Grande attenzione al disagio giovanile, dalle baby gang ai maranza

Il nuovo questore di Bergamo, Vincenzo Nicolì, si presenta: «Non trascureremo o minimizzeremo nulla»

«Sono un semplice poliziotto e il motto della polizia è chiaro: “Esserci sempre” per i cittadini». Sono le parole semplici, ma che dicono molto, del nuovo questore di Bergamo, Vincenzo Nicolì. L’alto dirigente si è presentato questa mattina 12 gennaio alla stampa, nella sede della Questura in via Noli. Ha preso il posto dell’uscente Andrea Valentino.

Un curriculum di prim’ordine

Dinamico, classe 1968, Nicolì è sposato e padre di due figli. Laureato in giurisprudenza all’università La Sapienza di Roma, ha un lunghissimo curriculum operativo nella polizia di Stato. Dal reparto Mobile di Torino alla Criminalpol, passando per l’antiterrorismo fino alla direzione del Servizio centrale operativo (il cosiddetto Sco), che fra le altre cose si occupa di criminalità comune e organizzata, anche mafiosa, italiana e straniera.

Negli anni trascorsi nei servizi di polizia giudiziaria, Nicolì ha diretto gruppi di lavoro internazionali e ha contribuito alla cattura di numerosi latitanti inseriti nell’elenco di massima pericolosità, appartenenti anche a sodalizi mafiosi, e ha coordinato diverse operazioni sotto copertura antidroga, antiriciclaggio, anticorruzione nonché contro il traffico di armi e migranti.

Nicolì è già stato a Bergamo in passato in occasione di servizi anticrimine. «È chiaro che una zona ricca come questa è fertile per le aggressioni della criminalità – ha detto -. Per cui faremo molta attenzione sia ai fenomeni di maggiore entità, sia a quelli più piccoli ma altrettanto rilevanti per la vita quotidiana dei cittadini».

Un occhio (anzi più d’uno) al web

«Le isole felici purtroppo non esistono più – ha aggiunto il nuovo questore -. C’è una grande accelerazione dei fenomeni, anche giovanili, provocata dalle dinamiche del web e dai social media. Da qualche tempo stiamo assistendo a fenomeni criminali che, una volta proiettati nella comunicazione, causano emulazione ed esaltazione delle gesta criminose nei ragazzini e, alla fine, cambiano i comportamenti delle nuove generazioni. Non abbiamo alcuna intenzione di trascurarli o minimizzarli».

Per questo Nicolì ha spiegato che la Polizia intende andare a fondo nel contrasto ai fenomeni di disagio giovanile – dalle baby gang ai maranza – che finiscono per tramutarsi in atti delinquenziali.

Sul versante della sicurezza pubblica e domestica, il questore ha assicurato grande attenzione anche ai reati considerati minori, dai furti in casa passando per le piccole rapine e gli scippi per strada. «Staremo ad ascoltare le esigenze dei cittadini. Non mi piace giocare con i numeri e la classifica dei reati. E tantomeno credo che ci si possa crogiolare sui successi. Per me anche un solo episodio va seguito con la massima attenzione, considerando il fatto che c’è un cittadino che lo subisce».

La questione agenti: «La tecnologia ci viene in aiuto»

Quanto alla carenza di organico e ai numeri degli agenti a disposizione della Questura, «è ovvio che tutti vorremmo la presenza di una volante in ogni angolo della città, ma anche in quel caso le risorse risulterebbero comunque insufficienti – ha detto il questore -. Tuttavia una grossa mano ci viene data dalla tecnologia. L’organico attuale, modulabile, ci consente di far fronte a gran parte delle esigenze. Le attività di intelligence dei nostri reparti specializzati sono di alto livello così come la loro capacità di scandagliare il web per individuare potenziali pericoli. Il controllo attraverso le telecamere si è già rivelato molto efficace e presto avremo un nuovo software in grado di lavorare ancor più approfonditamente sulle immagini. Più che sulla quantità, puntiamo sulla qualità delle nostre professionalità, a una Polizia al passo con i tempi».

Prima dell’incontro con i giornalisti, Nicolì ha deposto una corona di fiori al monumento ai caduti della Questura. Poi ha incontrato i dirigenti e i funzionari della polizia di Stato. Nel pomeriggio è stata la volta della sindaca Elena Carnevali, del vescovo monsignor Francesco Beschi e dei comandanti delle Armi.