Ha contribuito a creare il primo modello di intelligenza artificiale su larga scala capace di elaborare in modo coerente i dati sugli eventi di salute, e per questo Ewan Birney ha vinto il “Nobel lombardo” da un milione di euro. Il Premio internazionale “Lombardia è Ricerca” 2026, dedicato alla medicina predittiva basata su intelligenza artificiale e big data, è andato al bioinformatico inglese, classe 1972, direttore dell’European Bioinformatics Institute (EMBL-EBI) del Laboratorio europeo di biologia molecolare. A comunicare la scelta sono stati il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, che a Palazzo Lombardia hanno ricevuto alcuni componenti della Giuria internazionale: Luigina Romani, Pier Mannuccio Mannucci e Maria Grazia Valsecchi. La giuria ha riconosciuto a Birney il merito di aver trasformato enormi flussi di dati biologici e clinici in modelli predittivi applicabili alle malattie umane. Lo scienziato è stato tra gli autori senior dello studio che ha presentato DELPHI, il modello che tiene conto degli effetti variabili nel tempo a partire da più di mille categorie diagnostiche.
Il 70% del premio a un progetto sul cuore
Il riconoscimento, assegnato da Regione Lombardia dal 2017, ha una struttura pensata per rafforzare la ricerca sul territorio: il 30% dell’assegno va al vincitore, mentre il 70% sostiene un progetto di ricerca traslazionale, cioè orientato a portare le scoperte scientifiche nella pratica clinica, presentato dal candidato e realizzato insieme a enti di ricerca lombardi. Quello di Birney riguarda le malattie cardiovascolari.
“Siamo orgogliosi di assegnare il ‘Nobel lombardo’ al professor Ewan Birney, una figura pionieristica che ha saputo rivoluzionare l’applicazione dell’intelligenza artificiale e dei big data alla medicina predittiva. Questo premio non rappresenta soltanto un prestigioso riconoscimento alla carriera di uno scienziato di fama mondiale, ma è anche un volano concreto per la nostra attrattività e competitività scientifica: il 70% del contributo finanzierà infatti un progetto di ricerca traslazionale applicato alle malattie cardiovascolari condotto in sinergia con i nostri centri d’eccellenza. La Lombardia si conferma così una capitale europea delle Scienze della Vita, capace di mettere l’innovazione tecnologica direttamente al servizio della salute dei cittadini. L’intelligenza artificiale è una vera rivoluzione. Come ogni cambiamento epocale, va saputo indirizzare nel modo migliore. E noi pensiamo che sfruttarne il potenziale per migliorare la qualità della vita dei lombardi sia la strada migliore da seguire” ha dichiarato il presidente Fontana.
L’assessore regionale Fermi ha parlato della qualità dei progetti candidati:
“Anche quest’anno sono rimasto profondamente colpito dall’elevatissima qualità dei progetti candidati al nostro Premio. Il tema scelto per questa edizione ha consentito di mettere ulteriormente in luce il potenziale straordinario dell’intelligenza artificiale nel generare innovazione e progresso in un ambito strategico come quello delle Scienze della Vita e, in particolare, della Medicina. Mettere la ricerca e le nuove tecnologie al servizio delle persone, contribuendo a rendere l’assistenza sanitaria sempre più efficace, accessibile e personalizzata rappresenta un obiettivo a cui una Regione come la Lombardia deve guardare con convinzione e lungimiranza. Il progetto premiato quest’anno interpreta pienamente questa visione, dimostrando come l’innovazione possa tradursi in benefici concreti per la salute e la qualità della vita dei cittadini”.
Dal canto suo, il vincitore ha sottolineato il lavoro collettivo che sta dietro ai risultati:
“Ricevere questo premio è un momento speciale e ne sono profondamente grato. Trasformare la ricerca e la tecnologia in un’assistenza sanitaria migliore è un lavoro di squadra, che coinvolge ricercatori, medici, pazienti e molte altre persone. Non vedo l’ora di collaborare con i colleghi della Regione Lombardia per esplorare come sfruttare al meglio il potenziale dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle malattie cardiovascolari, che colpiscono così tante persone. Mi auguro che questa collaborazione possa rafforzare ulteriormente i legami di lunga data tra EMBL e l’Italia, un rapporto prezioso che continua a essere di grande valore” ha commentato il professor Birney.
Trent’anni tra genomica e dati aperti
Il percorso di Birney attraversa la nascita della genomica computazionale moderna. Alla fine degli anni Novanta ha sviluppato GeneWise, un algoritmo di riferimento per la predizione dei geni nei vertebrati, utilizzato nell’analisi della prima bozza del genoma umano e poi di quelli di decine di specie eucariotiche. Ha cofondato e diretto il progetto Ensembl per l’annotazione dei genomi ed è stato coordinatore principale del consorzio ENCODE, finanziato dai National Institutes of Health statunitensi, che ha mappato gli elementi funzionali del genoma umano. All’EMBL-EBI ha seguito una delle principali infrastrutture mondiali di dati biomolecolari ad accesso aperto, di cui fanno parte UniProt, Ensembl e l’AlphaFold Protein Structure Database, strumenti usati da milioni di medici e ricercatori. Grazie anche al lungo incarico alla guida di Genomics England e ai ruoli di consulenza in iniziative europee sulla medicina di precisione, ha contribuito a inserire il sequenziamento dell’intero genoma e i dati clinici nei sistemi sanitari nazionali.
Nel 2011 ha firmato la prima dimostrazione pratica dell’uso degli acidi nucleici per archiviare dati digitali, da cui è nato il settore del Nucleic Acid Memory. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Francis Crick Award 2003 della Royal Society, l’Overton Prize e il Benjamin Franklin Award del 2005.

Il 10 novembre la consegna alla Scala
Il premio sarà consegnato la mattina del 10 novembre al Teatro alla Scala di Milano, durante la “Giornata della Ricerca” in memoria di Umberto Veronesi, promossa da Regione Lombardia con Fondazione Umberto Veronesi ETS. L’evento è gratuito, aperto al pubblico e trasmesso in diretta streaming. Si aprirà con la performance “La logica dell’equilibrio” della danzatrice Lara Jacobs Rigolo, accompagnata dal violoncellista Sandro Laffranchini. Dopo i saluti istituzionali, Birney terrà una lecture sulla propria carriera e verrà intervistato da Massimo Sideri del Corriere della Sera.
A condurre Gerry Scotti, che presenterà i quattro team di studenti delle superiori autori dei migliori progetti su salute e prevenzione, svelando in diretta la classifica fino al primo posto, che vale 10.000 euro. La scelta del vincitore tra le candidature presentate entro il 16 luglio sulla piattaforma Open Innovation è stata affidata a una giuria di 17 membri: 15 scienziati e i vincitori 2025, Mark Caulfield e Douglas Easton.
Per il presidente di Fondazione Veronesi Paolo Veronesi, il premio conferma l’importanza di sostenere la ricerca di qualità:
“Il Premio ‘Lombardia è Ricerca’ riconosce il valore di una ricerca capace di trasformare l’innovazione scientifica in nuove opportunità per la salute delle persone. Oggi, l’integrazione tra intelligenza artificiale, genomica e big data apre prospettive straordinarie per comprendere meglio i meccanismi delle malattie, anticiparne l’insorgenza e sviluppare strategie di prevenzione e cura sempre più efficaci e personalizzate. Il contributo del professor Ewan Birney rappresenta un esempio significativo di come la capacità di interpretare grandi quantità di dati biologici e clinici possa accelerare il progresso della medicina e renderla sempre più predittiva. Questo riconoscimento, conferito in occasione della giornata dedicata alla memoria di mio padre, conferma ancora una volta l’importanza di sostenere la ricerca di qualità, come fa da oltre vent’anni Fondazione Veronesi. Come promosso da Regione Lombardia, fare sistema con il territorio lombardo significa valorizzare sempre di più il potenziale della ricerca, traslandolo in sviluppo, innovazione e salute per l’intera società”