Circa settemila persone hanno partecipato questa mattina alle celebrazioni del 25 Aprile a Bergamo. La cerimonia è iniziata alla Rocca in Città Alta alle 9, con la deposizione delle corone d’alloro alle lapidi in memoria dei Caduti per la libertà e nei campi di concentramento, oltre che al monumento ai Caduti della Divisione Legnano e durante la lotta di liberazione.
Il corteo
Un mazzo di fiori è stato deposto dove si trova la targa in ricordo degli internati militari, poi alle 9.30 la gente ha iniziato a riunirsi in Piazzale Marconi, punto di partenza del corteo in direzione di Piazza Vittorio Veneto.
La folla, partita alle 10, insieme a rappresentanti dei partiti, dei sindacati e le bandiere della pace, ha percorso quindi viale Papa Giovanni XXIII e le vie Camozzi, Pignolo e Tasso, per poi giungere infine in piazza. In via Pignolo si è deposta una corona d’alloro alla lapide di Ferruccio dell’Orto, poi alle 11 è giunto il momento dell’omaggio, con corone d’alloro e fiori, al monumento al Partigiano, alla Torre dei Caduti e alla targa dedicata alle donne partigiane.
I discorsi e le contestazioni
Alle 11.30 è arrivato poi il momento sul palco dei discorsi istituzionali, durante i quali hanno preso la parola la sindaca Elena Carnevali, il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, e la vicepresidente della Camera, Anna Ascani.
Spazio è stato dato poi a una studente del Liceo Secco Suardo per il progetto “Testimoni di Resistenza”, all’esponente di Equipaggio di Terra e Rete No Kings, Rory Stafasani, e anche a Mauro Magistrati, presidente del Comitato bergamasco antifascista. Il coro «Pane e guerra» ha poi intonato in chiusura i canti della Resistenza.
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Non sono mancate anche in quest’occasione le manifestazioni dei Pro Pal, tra i duecento ed i trecento all’incirca in totale, che hanno contestato la Brigata ebraica 1944 Sciesopoli-Selvino, la quale all’altezza del Teatro Donizetti ha lasciato il corteo, per evitare tensioni con i dimostranti.
Anche durante il discorso della sindaca, i contestatori, tenuti a una certa distanza dal palco da un cordone di sicurezza della polizia, hanno improvvisato un contro-discorso, cercando di coprire la sua voce.
«Grazie alla Resistenza – ha detto Elena Carnevali – è possibile il dissenso in piazza che c’è anche oggi. La vittoria della Resistenza antifascista è il fondamento storico e morale della nostra Costituzione e della nostra Repubblica». Proteste sono arrivate anche durante il discorso di Gafforelli, il quale ha rivolto un invito alle nuove generazioni: «Ai giovani voglio rivolgere un pensiero particolare: studiate la storia, interrogatela, fatene tesoro perché conoscere ciò che è stato vi renderà cittadini più consapevoli e più liberi».
L’onorevole Ascani ha invece ricordato il nonno partigiano: «Oggi che vediamo riapparire vicinissimi i fantasmi peggiori del secolo passato, […] dobbiamo attingere al patrimonio che ci è stato lasciato in eredità e che trova in questo giorno, nel 25 aprile, la sua luce che non si spegne e che ci accompagna illuminando i nostri passi sul cammino della libertà, della democrazia e della pace».