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Irpef, i comuni bergamaschi aumentano l’addizionale per far quadrare i conti

Nel 2022 sono già una ventina le amministrazioni che hanno ritoccato o introdotto l’aliquota, a incidere sulla decisione spesa sociale e costi dell’energia

Irpef, i comuni bergamaschi aumentano l’addizionale per far quadrare i conti
Attualità 04 Aprile 2022 ore 13:02

Nella Bergamasca sono arrivati già a una ventina i comuni che hanno aumentato o introdotto l’addizionale Irpef nell’anno 2022: una scelta che non risulta certo gradita a molti cittadini, ma che sarebbe motivata dalla necessità di far quadrare i conti ed evitare bilanci in perdita.

Questa la motivazione di diverse amministrazioni, riportata insieme ai dati sugli aumenti di Fnp Cisl oggi (lunedì 4 aprile) dall’Eco di Bergamo: a pesare sarebbero soprattutto l’incremento dei costi dell’energia e la crescente spesa sociale, senza considerare le minori entrate nell’ultimo periodo. In realtà l’opzione di incrementare l’addizionale Irpef non è disponibile per tutti comuni, dato che 53 nella nostra provincia nel 2020 avevano portato la percentuale al tetto massimo previsto per legge, pari allo 0,8 per cento. Tuttavia quest’anno le modifiche sono state introdotte da un certo numero di giunte: ad esempio a Treviglio l’addizionale è passata dallo 0,65 per cento allo 0,8 per cento, da cui è esentato chi ha un reddito imponibile inferiore ai 10 mila euro l’anno. Quota 0,8 per cento anche a Romano di Lombardia, con esenzione valida per i cittadini con reddito inferiore a 12 mila euro annui. Passa dallo 0,6 all’addizionale massima anche il Comune di Presezzo, con la motivazione di un calo delle entrate e la necessità di garantire la spesa corrente.

Oltre a queste amministrazioni, hanno aumentato la tassa anche i comuni di Barbata, Villa d’Ogna, Calvenzano, Medolago, Antegnate, Ghisalba e Songavazzo. Tutele per le fasce di reddito più basse sono previste da altre amministrazioni che hanno fatto la stessa scelta come Zanica, Comun Nuovo, e Calcinate. A introdurla per la prima volta sono stati invece Castione della Presolana, Ornica, Bagnatica e Valtorta. Bisogna precisare però che l’elenco non è ancora definitivo, perché quest’anno in molte realtà non è stato approvato il bilancio di previsione 2022.

Lucio De Luca, vicepresidente di Anci Lombardia, ha precisato che l’aumento di una tassa è sempre una decisione difficile per le amministrazioni, ma il fatto è dovuto all’aumento esponenziale dei costi dell’energia, oltre che della spesa per minori e fragilità sociale, quest’ultima quasi interamente sostenuta dagli enti locali. A mancare secondo De Luca sarebbero sostegni sufficienti dalle istituzioni per coprire le spese più importanti, in particolare quelle rivolte alla parte più disagiata della popolazione, che già prima della pandemia era soggetta ad impoverimento.

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