Centodiciassette accessi al consultorio per disturbi alimentari e dipendenze, 89 nuclei familiari seguiti su mandato del tribunale e 23 casi di minori coinvolti in separazioni ad alta conflittualità. Sono questi i numeri principali illustrati durante l’ultimo Consiglio comunale dall’assessore ai Servizi sociali Giordano Bolis per fotografare lo stato del disagio minorile e adolescenziale a Ponte San Pietro nel corso del 2024.
I dati sono stati resi noti in risposta a un’interrogazione presentata nella seduta del 20 novembre dalla lista di minoranza “Tu per Ponte al futuro” in cui si sollecitava l’amministrazione a fornire un monitoraggio aggiornato sulle fragilità dei giovani del territorio.

L’analisi dell’ufficio Servizi sociali, condotta in collaborazione con l’azienda consortile Isola, rivela un carico di lavoro imponente. Degli 89 casi giudiziari, 66 sono di competenza del Tribunale per i minori di Brescia, con un focus su indagini civili, affidamenti e monitoraggi. Tuttavia, cresce la preoccupazione per i 23 incarichi provenienti dal Tribunale ordinario di Bergamo, legati a crisi familiari dove lo scontro tra genitori rischia di compromettere lo sviluppo dei figli.
«In una prima fase viene effettuata una valutazione per attivare interventi urgenti – ha spiegato Bolis -. Poi, il servizio avvia un’analisi del contesto familiare. L’obiettivo è un progetto personalizzato che include il sostegno alla genitorialità o l’attivazione di servizi educativi domiciliari».
Al quadro giudiziario si aggiunge quello clinico del consultorio locale: 117 giovani tra i tredici e i vent’anni hanno richiesto supporto (54 maschi e 63 femmine). Le emergenze riguardano soprattutto tossicodipendenze e disturbi alimentari.
«Viviamo un momento di grave difficoltà che riscontriamo ogni giorno (…)