Confronto a distanza

La sanità lombarda sta sempre peggio: le ricette opposte di Lega e Partito Democratico

Dopo il preoccupante rapporto Gimbe e i risultati poco rassicuranti delle riforme Maroni e Moratti, Romeo e Casati presentano le loro soluzioni

La sanità lombarda sta sempre peggio: le ricette opposte di Lega e Partito Democratico

Il primo punta sull’autonomia sanitaria. Il secondo, su quella che definisce “sussidiarietà”. L’uno vorrebbe che le risorse riconosciute dal Fondo sanitario nazionale fossero gestibili direttamente dalla Regione. L’altro, che il pubblico governasse l’offerta, demandando al privato quello che non riesce a coprire. Il primo chiede che lo Stato consenta alla Regione di spendere nei settori sanitari che ritiene più opportuni. Il secondo, un patto per la salute allargato, pubblico-privato. L’uno è il segretario regionale della Lega, Massimiliano Romeo. L’altro, il consigliere regionale del Pd, Davide Casati, membro della commissione Sanità del Pirellone. Due approcci diversi a un problema comune e impellente: il miglioramento del sistema sanitario lombardo.

La riforma introdotta nel 2021 da Letizia Moratti voleva il ritorno alla medicina di territorio. Attraverso le “Case di comunità” che oltretutto avevano il compito di sgravare gli ospedali da impropri accessi al pronto soccorso. Lo Stato, con il Pnrr ha investito 6 miliardi di euro, la Regione circa 800 milioni.

Massimiliano Romeo

Buona parte delle strutture, specie in Bergamasca, sono state portate a termine. Ma quanto ai servizi, è tutt’altro paio di maniche. Nel frattempo le liste d’attesa per le prestazioni sanitarie si sono allungate. I medici di base scarseggiano. Le lamentele dei cittadini fioccano. Tanto che in molti rimpiangono il passato. Quel sistema pubblico semplice e immediato: ho un problema vado dal medico, ho qualcosa di più grave, vado in ospedale. Punto.

Oggi invece gli eccessi di ingegneria gestionale, più orientata agli operatori che ai pazienti, ha confuso i cittadini con sigle astruse e procedure intricate. Mentre i medici sono schiacciati dalla burocrazia che toglie tempo per i pazienti. I dati della Fondazione Gimbe parlano chiaro. Il sistema sanitario lombardo è in crisi. Fra il 2022 e il 2023 la Lombardia ha perso 14 punti nella capacità di rispettare i livelli essenziali di assistenza. Peggio di noi, solo la Basilicata.

Davide Casati

«La sanità va ripensata, anche a livello nazionale – dice Romeo – per renderla più al passo coi tempi». Per questo la Lega propone l’autonomia sanitaria. Ovvero, che lo Stato conceda alla Regione di utilizzare come meglio crede le risorse assegnate dal Fondo Sanitario (…)

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