A che punto è il cantiere della scuola primaria Gabriele Rosa a Bergamo, alla luce dei recenti ritardi e inadempimenti dell’impresa appaltatrice? È quanto si chiede la consigliera di minoranza Ida Tentorio in un’interrogazione. Già nell’ottobre 2025, alcuni genitori avevano segnalato dei rallentamenti nel cantiere della scuola.
Il Comune ha nominato un legale
La scuola di via Marzabotto è in fase di riqualificazione: l’intervento, finanziato con risorse pubbliche per 6,8 milioni di euro (di cui oltre 4,5 milioni da fondi regionali, più risorse del fondo coesione sociale del Gse e fondi comunali), doveva concludersi nella primavera del 2025, con la riconsegna dell’edificio agli alunni per settembre 2025. La nuova scadenza era stata fissata per aprile 2026.
«Con apposita determina il Comune ha formalmente rilevato “ritardi e/o inadempimenti” da parte dell’impresa appaltatrice, conferendo l’incarico legale all’avvocato Aldo Copetti per attività di supporto al Rup, per un importo superiore a 22 mila euro», scrive Tentorio.
Ben 180 alunni coinvolti
«Si richiamano criticità quali approvazione di perizie di variante, ritardi e/o inadempimenti dell’appaltatore, rapporti con soggetti terzi finanziatori e futuri gestori, nonché con la direzione lavori e i progettisti». Per via del ritardo accumulato, i circa 180 alunni della primaria dovrebbero restare – per quanto ancora non si sa – ancora provvisoriamente alla media “Camozzi” e alla primaria “Papa Giovanni” di Monterosso.
«La realizzazione dell’opera riveste carattere di urgenza: eventuali ritardi o contenziosi potrebbero portare ulteriori costi per l’amministrazione e disagi per le famiglie. È necessario garantire massima trasparenza sullo stato dell’opera, sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulle azioni intraprese per tutelare l’Ente», aggiunge la consigliera.
Le richieste di chiarimenti al Comune
Tentorio chiede all’amministrazione quale sia «lo stato attuale del cantiere e quale il cronoprogramma dei lavori, quali siano nel dettaglio le contestazioni mosse dall’impresa appaltatrice e quali azioni formali siano già state intraprese».
E anche «se vi sia il rischio concreto di un contenzioso e quali siano le possibili ricadute economiche per il Comune» e se «i finanziamenti regionali ed extra-comunali siano pienamente garantiti anche in caso di slittamento dei termini inizialmente previsti». Qualora la nuova scuola non fosse disponibile entro settembre 2026, «quali soluzioni organizzative sono previste per l’anno scolastico 2026-2027?».