È da più di cento giorni che nel Nord Italia non scende una goccia d’acqua. La continua e prolungata assenza di piogge invernali ha portato in dote un quadro a dir poco drammatico, con i livelli attuali delle riserve idriche ben al di sotto delle medie stagionali degli ultimi quindici anni.

A fare i conti con la siccità, però, non sono soltanto gli agricoltori bergamaschi, comprensibilmente allarmati ora che inizia la primavera e che le coltivazioni hanno bisogno d’acqua per crescere. L'assenza di pioggia, infatti, ha colpito anche i rifugisti, per i quali le sorgenti montane sono una preziosa fonte di approvvigionamento (soprattutto se non allacciati agli acquedotti).

Lo dimostra l’annuncio pubblicato su Facebook dal Rifugio Alpini Canto Alto: «A causa della mancanza di acqua domenica (27 marzo) il rifugio resterà chiuso. Non avremmo mai pensato di dover scrivere questo avviso, tuttavia la situazione di siccità è tale che le nostre scorte di acqua sono terminate. Speriamo che il cielo ci regali presto una bella piovuta. Ce n'è tanto bisogno».

Ma nella stessa situazione si trovano altri rifugi orobici. Ad esempio il Rifugio San Lucio, a Clusone: i gestori hanno infatti dichiarato a BergamoNews che, nel caso in cui la siccità dovesse protrarsi ulteriormente, sarebbero costretti a chiudere entro un mese.