Commenti su: La zona 30 si allarga: entro il 2027 quasi 200 chilometri di strade a Bergamo

Claudio

Tsn stai Bonaccino!

tsn

Circa le fonti e le esperienze personali abbiamo uno degli aeroporti low cost piu' grandi d'europa dietro casa ed e' facile scegliere una destinazione a caso visitarla e fare qualche confronto con la nostra realta' urbana.
Circa le fonti, sono milioni, forse miliardi quelle attendibili in rete. E' interessante per esempio visitare i siti con le statistiche su incidentalità e limiti (Bologna per esempio, ma anche il sito del comune di BG dove a marzo circa si pubblicano le statistiche anno precedente e vale pena vedere in quali strade e punti la gente finisce piu' frequentemente in ortopedia o direttamente al monumentale), piu' i milioni di documenti sui legami tra tipologie di mobilita' urbana- inquinamento-qualità vita reale e percepita-valori immobiliari- indipendenza nella mobilità tra le varie fasce d'eta', leggere le sintesi dei percorsi fatti dalle famose citta' del nord ma anche del sud Europa e anche africane verso altri modelli (in Africa c'e' un boom delle ebrt per esempio) etc. etc. etc.. Quindi, diciamo, non ci sono limiti, tranne l'ignavia.

tsn

Io ho citato Grecia e Romania, e il "terzo mondo". Probabilmente se invece di noi ti ci trasferissi tu e tutti quelli così, potremo finalmente liberarci di certe zavorre ultraconservatorretrograde ed elevarci un minimo.

Claudioooo

Che palle sta menata delle città del nord Europa, che due palle!!!
Se la metà di quelli che citano "le città del nord Europa" come modello paradisiaco di vita (vorrei capire sulla base di quale cavolo di esperienza e/o fonte) vi si trasferissero, avremmo quasi risolto il problema del traffico.
Buon viaggio di sola andata!!!

tsn

Eh, Ajeje, magari, dovrebbe proprio essere cosi' ma non sembra. Ci sono cartelli, dossi ma niente di piu' e non ovunque.
Letto invece Luke, (È necessario sintetizzare le complesse necessità di una comunità laboriosa: la tutela dell'ambiente e della sicurezza stradale devono convivere con il diritto a una mobilità fluida), mi viene invece la domanda: "E quindi?".

L'equivoco e' sempre quello: il limite dei 30 serve (se ci sono le infrastrutture e la progettazione delle strade come dice Ajeje) a evitare i picchi di velocità e in ambito urbano non ci sono differenze, salvo i picchi di velocità, tra procedere a max 30 e 50 in termini di tempi di spostamento. La mitologica "fluidità" non esiste non perche' ci sono i limiti a 30 o 50 ma perche' non puo' esistere in una città solo o prevalentemente per auto. Non dobbiamo inventare niente, basta copiare gli altri e sopratutto finirla di menare il can per l'aia.
PS: non si fa nessuna cassa sulle zone 30 perche' grazie (grazie, si'...) alle ultime modifiche al cds non si puo' verificare la velocità con autovelox, quindi smettiamo di dire falsità sentite in giro. le zone 30 servono a far vivere meglio la gente, facendo circolare comunque le auto, senza modificare i tempi di spostamento, che se aumentano e' perche' ci sono altre auto in giro sulla tua strada. Le zone 30 sono ovunque e ovvie in Europa e non solo, anche in Grecia, in ROmania etc..., ci sono anche in molte città di quello che ci piace definire "terzo mondo", quindi vedete un po' da che parte vi interessa stare.

Claudio

Sentire l'Assessora Berlanda che parla di lavoro certosino fa sorridere
Le zone 30 sono un provvedimento ideologico ( naturalmente inutile) studiato per fare cassa.
Ma davvero dobbiamo aspettare il 2029 per liberarci di questi finti ecologisti e pessimi amministratori?

Ajeje Brazorf

Buon intervento che va nella giusta direzione per avvicinare la viabilità bergamasca ad un livello a cui le città nord europee, ma non solo, sono arrivate 30 anni fa.
Non sono però riuscito a trovare in cosa consistono "fisicamente" questi interventi. On line ho visto che ci sarà segnaletica orizzontale e verticale, alcuni cuscini berlinesi (pochi per la verità), rilevatori di velocità e di rumore. Mi auguro però che non ci si limiti a questo ma si trasformino le strade veramente in zone 30 adottando altre soluzioni come attraversamenti pedonali rialzati, restringimento delle carreggiate, ecc.

Luke

Bergamo merita una mobilità realistica, non un'ideologia al rallentatore. L'introduzione diffusa delle zone 30 a Bergamo rappresenta l'ennesimo capitolo di una gestione del traffico che sembra guardare più ai dogmi ideologici che alla realtà quotidiana dei cittadini. Nessuno mette in discussione la necessità di una mobilità più sostenibile e sicura. Tuttavia, la perseveranza dell'amministrazione comunale nel calare dall'alto divieti indiscriminati dimostra una totale mancanza di ascolto verso le esigenze di una collettività che ha bisogno di muoversi in modo flessibile, efficiente e veloce. Una città moderna e dinamica come Bergamo non può permettersi di restare bloccata in un approccio manicheo, dove il progresso viene confuso con l'immobilismo forzato e l'auto viene criminalizzata a prescindere dal suo utilizzo. Chi deve conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro, chi trasporta merci, i professionisti e i pendolari non possono essere sacrificati sull'altare di una visione utopistica della viabilità. La vera sfida ecologica e urbanistica non si vince con i decreti punitivi, ma trovando un punto di equilibrio. È necessario sintetizzare le complesse necessità di una comunità laboriosa: la tutela dell'ambiente e della sicurezza stradale devono convivere con il diritto a una mobilità fluida. Trasformare l'intera città in un immenso rallentatore non è transizione ecologica, è semplicemente un danno alla produttività e alla qualità della vita dei bergamaschi. L'amministrazione ritrovi il pragmatismo e apra un confronto vero con chi la città la vive e la fa muovere ogni giorno.

gianbelinone

e' tornato il signor sa tutto TRSN mi mancava. Finalmente!

Edoardo Ogliari

Non c'è limite alla stupidità. Come e-brt aumenterà le code e l'inquinamento, oltre allo stress, le zone 30 sono quasi sempre inutili ed assurde. I motori restano così accesi più a lungo e rispettare questo limite è quasi impossibile. Devi guidare con l'occhio sul tachimetro e non sulla strada. Il Comune all'inizio farà buoni incassi, poi tutti se ne andranno finalmente a casa...

Marcello

Zona 30 per le strade con poco traffico, in cui già ora transitano quasi esclusivamente quelli che vivono nel quartiere. Zona 10 (effettiva) già in vigore nella pratica per quelle di vero attraversamento della città, che già ora sono congestionate per l'intera giornata (almeno dalle 7:30 alle 19:30). Che cosa cambia? Niente!

Nick Saltalippo

Facciamo una class action contro il comune, AVV. Carnazzo ci sta?

Vincenzo

Se si monitorasse la velocità media dei mezzi in movimento sulle strade della città, si scoprirebbe che è di gran lunga sotto il limite che verrà imposto.

tsn

il limite generalizzato a BO (e per generalizzato non si intende ovunque, sia chiaro) era stato introdotto prima della famigerata e retrograda direttiva Salvini di febbraio 24 che ha costretto le amministrazioni a fare quello che ha fatto l'amministrazione di BG e di cui si parla qui. Lavoro che ha fatto ben prima anche Bologna arrivando alle stesse conclusioni di quando aveva introdotto il limite generalizzato.
https://www.comune.bologna.it/novita/notizie/citta-30-nuovo-piano-particolareggiato

Sarebbe comunque interessante sapere dall'avvocato quale sarebbe a suo parere la differenza in termini di tempi di spostamento tra 30 e 50 km/h in città (risposta: nulla o pochi secondo su chilometri) e se questa differenza non debba soccombere di fronte ai vantaggi dati alla differenza in termini di sicurezza stradale reale, (cioe' morti e feriti in meno) e sicurezza percepita (cioe' piu' o meno ciclisti pedoni in strada vs piu' o meno auto in giro vs piu' o meno parcheggi disponibili vs piu' o meno caos e effetti negativi del traffico automobilistico) che ottiene in una città a 30kmh.
Se ci debbano essere o no limiti 30 in città e se debbano esistere solo in alcune strade o ovunque salvo le direttrici principali' e', come purtroppo vediamo in molti altri casi, una discussione di pura retroguardia, su cui pero' ancora dibattiamo perche' evidentemente ci piace rimanere indietro pensando di essere avanti.

sandro

Tranquilli incerti punti prevedo tutta zona 1.....

maria teresa solivani

Ennesimo provvedimento fallimentare dell comune.......come per la brt ! Vogliono fare gli assessori GREEN senza avere idee veramente valide e adatte a una città come Bergamo.....basterebbe semplicemente mettersi a un tavolo con le aziende del trasporto pubblico e trovare il modo di fornire ,finalmente, la città di un servizio efficiente! Non è sensato far coprire a un bus distanze chilometriche anche con la provincia, ci vorrebbero bus urbani ed extraurbani EFFICIENTI ! Allora si che i cittadini userebbero i mezzi pubblici e non l'auto per spostarsi e ancora NON SOLO PARCHEGGI A PAGAMENTO! In comune stanno facendo solo disastri!!!

Luke

... Il Comune respinge il paragone con Bologna. "Bergamo si è comportata diversamente, analizzando caso per caso e motivando, con un lavoro puntuale e certosino, il provvedimento"...certo come no. Un lavoro puntuale e certosino come con il progetto dell'e-Brt soprattutto nel tratto tra via Paleocapa e via San Giorgio, dove poco dopo l'avvio della nuova linea, hanno già dovuto intervenire con ulteriori lavori ovviamente a spese nostre.

Merckx il cannibale

Carnazzi era (è?) dell'aci. Curiosa omissione