Riportiamo una lettera aperta, scritta oggi (lunedì 14 luglio) da un cittadino di Bergamo alla sindaca Elena Carnevali, che chiede all’Amministrazione comunale di ritornare sulla sua decisione di inserire la Casa del Custode del Castello di San Vigilio nel piano delle alienazioni.
La Casa del Custode all’asta
Un’operazione che, in pratica, mette all’asta questo bene, peraltro riacquistato da Palazzo Frizzoni negli anni Cinquanta, da che era proprietà privata. Il motivo è la possibilità di avere un considerevole introito economico, dato che la base è di quasi un milione e mezzo di euro.
L’abitante del borgo antico, però, sottolinea come la vendita dell’edificio, che fa parte di fatto delle fortificazioni di Bergamo Alta, andrebbe a privare la città di uno degli elementi fondamentali del patrimonio mondiale dell’Unesco. Un titolo ottenuto sulla scia di Bergamo-Brescia Capitale della Cultura, che era stato presentato al tempo come un formidabile traguardo per il capoluogo orobico. Per evitare l’alienazione della Casa del Custode, sono scesi in campo vari gruppi e associazioni, tra cui Italia Nostra Aps, Castrum capelle, nata per salvare il bene dalla vendita già al tempo della Giunta Gori, e Bergamo solidale ed ecologista.
Tra le iniziative per evitare che ciò accada, c’è anche quella delle cartoline, a disposizione di chi vorrà aderire in vari punti della città, da inviare all’Unesco per segnalare l’intenzione del Comune di vendere il luogo ai privati. Le cartoline si possono trovare alla libreria Palomar in Via Maj, all’edicola Colombi in Piazza Matteotti, alla libreria Punto a capo in Via Colleoni e all’Erboristeria Tutto per te in Via Colleoni in Città Alta e al Castello di San Vigilio dalle 15 alle 18 nei giorni di martedì, giovedì e domenica.
La lettera alla sindaca
«Scrivo questa lettera in qualità di cittadino profondamente preoccupato per le notizie relative all’intenzione dell’Amministrazione Comunale di porre in vendita, al miglior offerente, la cosiddetta Casa del Custode, parte integrante del Castello di San Vigilio – esordisce nella lettera il cittadino -. Sono certo che molti concittadini ignorino le implicazioni di questa decisione, che rischia di privare Bergamo e l’intera comunità di un bene di inestimabile valore storico, culturale e identitario».
La Casa del Custode, spiega l’autore della missiva, «non è un semplice immobile o una portineria», ma è invece un elemento cruciale del Castello di San Vigilio, a sua volta parte fondamentale del sito Unesco “Mura Veneziane di Bergamo Alta”, dichiarato Patrimonio dell’umanità. «La sua posizione, nel punto più elevato del Castello, ne sottolinea ulteriormente l’importanza strategica e simbolica. Alienare un bene pubblico di tale rilevanza, per di più parte di un sito Unesco, significa compiere un passo irreversibile che va contro il principio di conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio. Significa sottrarre alla collettività un pezzo della sua storia e del suo futuro, consegnandolo a interessi privati che potrebbero non avere a cuore la tutela e la fruizione pubblica di un bene così prezioso».
Il cittadino si chiede se sia davvero il caso di dare via un elemento così importante per il contesto del Castello e delle Mura per avere un ritorno economico, oppure se non sia meglio studiare delle soluzioni che permettano di farlo restare un bene collettivo, magari valorizzandolo dal punto di vista culturale o turistico. In questo modo, si potrebbero ricavare anche gli introiti per poterlo mantenere.
«La trasparenza è un valore fondamentale, e ritengo che una decisione di tale portata debba essere discussa apertamente con la cittadinanza – continua -. Molti, infatti, non sono a conoscenza di questa iniziativa e delle sue gravi conseguenze. È imperativo avviare un confronto pubblico e approfondito, che permetta a tutti i cittadini di esprimere la propria opinione e di comprendere appieno le implicazioni di questa improvvida scelta. Faccio appello a Lei, Signora Sindaca, affinché questa decisione venga messa in discussione e riconsiderata».
«Salvaguardare la “Casa del Custode” significa preservare una parte insostituibile della nostra identità e garantire che le future generazioni possano continuare a godere di un patrimonio che ci appartiene e che abbiamo il dovere di tutelare».