«Noi della minoranza estromessi di fatto dalla commissione congiunta, costituita con la maggioranza e il comitato civico e tenuti all’oscuro sul “destino” del sottopasso di via Roma». È quanto dichiara il gruppo consiliare “Obiettivo Curno”, che ha rimarcato il concetto con un’interrogazione presentata il 22 dicembre alla quale il sindaco Andrea Saccogna, durante il Consiglio comunale del 23 febbraio, «ha risposto in modo totalmente insoddisfacente».

Come dichiarato dal consigliere Paolo Carullo, «uno dei punti focali dell’interrogazione, era sapere se esistesse una richiesta formale da parte di Rfi di mantenere un rapporto di riservatezza nella “trattativa” per la stesura dell’accordo di regolamentazione relativo all’esecuzione del sottopasso di via Roma e, in caso affermativo, come tale richiesta si applicasse anche ai consiglieri di minoranza e al loro diritto di accesso agli atti relativi alla trattativa in corso. La legge prevede infatti il pieno diritto dei consiglieri comunali di ottenere dall’amministrazione tutte le notizie e le informazioni in suo possesso, utili all’espletamento del proprio mandato».
Ricordiamo che, in seguito al raddoppio ferroviario tra Bergamo e Ponte San Pietro, si è resa necessaria la chiusura dei passaggi a livello sul territorio di Curno e la realizzazione di due sottopassi, uno in via Fermi, carrabile, e l’altro in via Roma, inizialmente previsto solo ciclopedonale.
«Considerato che è emersa, da oltre un anno, un’inaspettata apertura da parte di Rfi di finanziare un progetto di sottopasso carrabile anche in via Roma, gestito direttamente dal Comune di Curno, avevamo ritenuto opportuno cogliere l’opportunità con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Rfi, Regione Lombardia e il Comune di Curno, senza aspettare l’esito del ricorso al Tar proposto dal Comune nel febbraio 2023».

A questo proposito era stato istituita, formalmente, una Commissione congiunta tra maggioranza e minoranza consiliare, con la partecipazione anche del Comitato civico “Raddoppio sì, ma non così” allo scopo di individuare una soluzione tecnica realizzabile e condivisa.
«Nell’estate scorsa tuttavia, il nostro gruppo consiliare è stato, di fatto, estromesso dal tavolo tecnico di discussione tra maggioranza e minoranza (…)