Il caso

L’incendio alla Tenaris di Dalmine ha infiammato lo scontro su sicurezza e trasparenza

Opposizioni in Consiglio e sindacati chiedono una maggiore chiarezza sui rischi per lavoratori e cittadini dopo il rogo nello stabilimento

L’incendio alla Tenaris di Dalmine ha infiammato lo scontro su sicurezza e trasparenza

Spente le fiamme, si accendono gli animi. A pochi giorni dall’incendio che ha colpito lo stabilimento Tenaris di Dalmine, la coltre di fumo nero che ha oscurato il cielo sopra l’hinterland bergamasco ha lasciato il posto a un duro scontro tra sindacati, azienda e politica locale.

Se la proprietà rassicura sulla corretta esecuzione dei protocolli, le opposizioni e i rappresentanti dei lavoratori chiedono ora risposte chiare su quanto accaduto, sui rischi reali corsi dalla popolazione e su una gestione della sicurezza.

L’allarme è scattato intorno alle 12.45 di lunedì 26 gennaio nel reparto di oliatura, area nevralgica dove i tubi finiti vengono trattati con sostanze protettive prima della spedizione. Il rogo, presumibilmente innescato da un malfunzionamento di un forno di essiccazione, ha presto assunto dimensioni preoccupanti, alimentato dai lubrificanti industriali presenti sulla linea.

Sul posto il servizio antincendio interno, supportato da sei squadre dei vigili del fuoco provenienti dai comandi di Dalmine, Medolago e Bergamo, oltre ai nuclei specializzati per il rischio chimico, impegnati a monitorare il potenziale pericolo ambientale derivante dalla combustione degli oli. L’intervento si è protratto per circa tre ore, durante le quali il fumo ha reso l’aria pesante in tutto il quartiere circostante.

Il capogruppo del Pd, Renato Mora ha testimoniato in prima persona il clima di apprensione vissuto all’esterno dello stabilimento: «Ero in zona asilo San Filippo Neri e Rsa, il fumo si è diretto proprio su quella zona. Ho avvisato il comando di polizia locale e mi hanno assicurato che tutta la macchina dell’emergenza si era già attivata».

Proprio muovendo da questa testimonianza e dai timori dei residenti, il gruppo di opposizione consiliare dem ha deciso di presentare un’interrogazione al sindaco. Nel documento, Mora e i suoi consiglieri Francesco Caldarone, Marta Rodeschini e Nicolò Carboni hanno (…)

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