Sono 511 i posti vacanti per i medici di base nella provincia di Bergamo. È quanto emerge dagli elenchi pubblicati nel Bollettino ufficiale dei concorsi di Regione Lombardia, che fotografa una situazione critica.
Cosa dicono i dati
Nello specifico, come riporta Corriere Bergamo, a livello regionale i posti scoperti risultano 4.416. Limitando l’analisi alla sola provincia bergamasca, i numeri mostrano una crescita significativa rispetto all’anno precedente: a marzo 2025, infatti, si parlava di 427 posti vacanti. Un rialzo del 20 per cento nel giro di soli dodici mesi.
In Lombardia, nello stesso periodo, l’incremento risulta molto più contenuto: da 4.127 a 4.41 6 incarichi scoperti, pari a circa il 5 per cento. A sottolineare questo divario è anche Cgil Bergamo, che ha elaborato i dati. «Una differenza di quattro volte maggiore rispetto a quella regionale», osserva Orazio Amboni, responsabile del dipartimento Welfare del sindacato.
Nel conteggio dei posti vacanti rientrano gli incarichi relativi al cosiddetto “ruolo unico di assistenza primaria”, che comprende non solo i medici di medicina generale ma anche quelli di continuità assistenziale (l’ex guardia medica, per intenderci). Spesso si tratta di incarichi temporanei, talvolta ricoperti da medici specializzandi e rinnovati di anno in anno.
Secondo Amboni, questo dato provinciale deve essere letto tenendo conto anche di alcune misure adottate negli ultimi anni per tamponare la carenza di medici, come le nomine provvisorie e l’apertura di ambulatori medici temporanei, che hanno in parte mitigato la situazione, «ma vista la scarsa partecipazione ai concorsi, il problema in ogni caso rimane».
Sul tema interviene anche Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo, che invita a contestualizzare il numero dei posti vacanti. «Il dato dei 511 posti vacanti in realtà fa riferimento a una situazione ideale che non c’è mai stata nemmeno negli anni in cui c’era una pletora di medici – osserva –. Ma resta comunque un problema: se i posti che vengono banditi non sono mirati rispetto ai luoghi dove c’è più carenza, il rischio è che si accentui la desertificazione periferica».
Marinoni sottolinea inoltre la necessità di rendere più attrattive alcune specializzazioni mediche che oggi registrano scarso interesse tra i giovani professionisti. «Bisognerebbe creare le condizioni perché i medici siano attratti da questa specializzazione, o da altre come l’emergenza-urgenza, le specialità di laboratorio o la chirurgia generale, che a volte vengono abbandonate».
Guardando nel dettaglio, la distribuzione dei posti vacanti nella provincia di Bergamo mostra numeri differenti tra le tre aziende sociosanitarie territoriali. L’Asst Bergamo Ovest registra la carenza più elevata con 231 posti scoperti. Seguono l’Asst Bergamo Est con 181 incarichi vacanti e l’Asst Papa Giovanni con 99.
Secondo la Cgil, il fenomeno non riguarda più soltanto le aree più periferiche. «Mentre, in passato, queste carenze si avvertivano soprattutto nei paesi di montagna – spiega Amboni –, ora il problema inizia a interessare anche la cintura dei paesi attorno a Bergamo. Anche la città e gli immediati dintorni iniziano a essere toccati da questo problema».
I medici interessati a ricoprire gli incarichi disponibili possono presentare domanda attraverso la piattaforma regionale “Bandi e servizi”. La procedura di assegnazione prevede la convocazione dei candidati il prossimo 26 maggio nelle sedi delle aziende sociosanitarie territoriali.