in via Gavazzeni

Mille pasti per i più fragili: apre la nuova cucina al Patronato San Vincenzo

Una rete di volontari e il sostegno della famiglia Cerea, con il cuoco Ugo Invernizzi per preparare pasti destinati a chi è in difficoltà

Mille pasti per i più fragili: apre la nuova cucina al Patronato San Vincenzo
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Mille pasti ad ogni servizio, tre sedi da rifornire e una rete di solidarietà che coinvolge cittadini, imprese e associazioni. Così il Patronato San Vincenzo di Bergamo si prepara ad inaugurare la nuova cucina di via Gavazzeni, una struttura di 600 metri quadrati progettata per rendere più efficiente la preparazione dei pasti destinati alle persone in difficoltà. Il taglio del nastro ufficiale è previsto per sabato 17 ottobre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà e dell’esclusione sociale.

Una cucina per tre sedi del Patronato

In base a quanto riportato da L’Eco di Bergamo distribuita su due livelli, la nuova struttura diventerà il centro di produzione alimentare per la Casa centrale di via Gavazzeni, la mensa della Stazione Autolinee e la comunità di Sorisole.

Dall’1 novembre saranno preparati i pasti per la sede centrale, che serve circa 300 persone a ogni turno, con punte di 400, e per la mensa delle Autolinee conci 150 pasti. Da gennaio 2027 si aggiungerà anche la sede di Sorisole, con altri 300 pasti. A questi numeri si sommano circa 100 borse alimentari distribuite a persone in difficoltà, anche al di fuori del quartiere.

«È una grande cucina per Bergamo, l’ultimo tassello del recupero della Casa centrale», ha riferito don Davide Rota, Superiore dei preti del Patronato San Vincenzo, sottolineando l’importanza di concentrare la produzione all’interno di un’unica struttura.

Il contributo della famiglia Cerea

Casa centrale di via Gavazzeni

Questo progetto è nato grazie ad una raccolta fondi che ha superato l’obiettivo iniziale di 300 mila euro, raggiungendo circa 400mila euro. Tra i sostenitori figurano fondazioni, imprese e privati cittadini, in una rete di collaborazione che conferma il legame tra il Patronato e il territorio.

Un contributo importante è arrivato anche dalla famiglia Cerea, tramite ViCook, che ha collaborato alla progettazione degli spazi e ha messo a disposizione il cuoco 62enne Ugo Invernizzi, incaricato di coordinare la preparazione dei pasti e il lavoro dei volontari.

Questa nuova cucina sarà dotata di attrezzature moderne, tra cui piani a induzione, celle frigorifere e macchinari per la lavorazione degli alimenti. È inoltre previsto un forno professionale per produrre il pane destinato alle tre sedi.

Volontari e donazioni contro la povertà alimentare

A rendere possibile il servizio è una rete composta da circa 200 persone impegnate nelle attività di mensa, distribuzione e logistica. Accanto ai singoli cittadini operano associazioni, tra cui la Croce Rossa e agenti della Polizia penitenziaria in pensione.

«Quando un bisogno concreto viene condiviso, una comunità può mobilitare energie e risorse per trasformarlo in una risposta stabile» – ha osservato Luigi Zucchinali, presidente della Fondazione don Fausto Resmini, che gestirà la struttura.

Fondamentale anche la collaborazione con supermercati, scuole, oratori ed enti come il Banco Alimentare. Secondo Mario Fermo Campana, direttore generale dell’Opera Patronato San Vincenzo, il 60% dei prodotti utilizzati arriva dalle donazioni, mentre il restante 40% viene acquistato direttamente.

Le nuove celle permetteranno di conservare meglio le derrate e gestire con maggiore attenzione le eccedenze, organizzando i menu anche in base agli alimenti disponibili.

Assistenza e formazione per ritrovare autonomia

La cucina non sarà soltanto un luogo di preparazione dei pasti, ma anche uno spazio di apprendimento. Gli ospiti del Patronato saranno coinvolti nelle attività, con l’opportunità di acquisire competenze professionali da utilizzare nel mondo del lavoro.

Lo scopo di tutto questo è coniugare il sostegno alimentare con un percorso di crescita personale, favorendo lo sviluppo di capacità lavorative e relazionali utili a superare le situazioni di emergenza e riconquistare autonomia.