Il 4 giugno

Mobilitazione dei lavoratori delle mense, in programma sciopero e presidio

Le critiche dei sindacati ad Anir e Angem. I dipendenti andranno anche davanti alla sede della Dussmann a Capriate

Mobilitazione dei lavoratori delle mense, in programma sciopero e presidio
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Arriva il momento della protesta per migliaia di lavoratori delle mense ospedaliere, scolastiche, di fabbriche e Rsa della Bergamasca: per l’intera giornata di martedì 4 giugno, si è proclamato uno sciopero nazionale nelle imprese della ristorazione collettiva aderenti ad Anir (Associazione nazionale imprese ristorazione) e Angem (Associazione nazionale delle aziende di ristorazione collettiva e servizi).

Quelle presenti sul territorio bergamasco sono Dussmann service Srl, Sodexo Italia Spa, Compass group Italia Spa, Gruppo Elior, Pedevilla Spa, Ser Car ristorazione collettiva Spa e Sir Sistemi italiani di ristorazione. Nel giorno della mobilitazione, si terrà anche un presidio provinciale, davanti alla sede di Dussmann a Capriate, in via Papa Giovanni XXIII 4, dalle 10 alle 11.

Le critiche alle associazioni di imprese

«Ad oltre tre anni dalla scadenza del Contratto nazionale di pubblici esercizi, ristorazione collettiva, commerciale e turismo, e a più di un anno dalla ripresa del negoziato, le imprese associate minacciano chi vuole arrivare ad un rinnovo in grado di garantire condizioni dignitose - hanno commentato questa mattina (giovedì 30 maggio) i segretari Nicholas Pezzè per Filcams-Cgil, Claudia Belotti di Fisascat-Cisl e Anila Cenolli di Uiltucs-Uil -. Riteniamo strumentali e inadeguate le posizioni assunte dalle due controparti, in rappresentanza delle aziende associate, che prendono tempo non garantendo ai lavoratori un adeguato salario, in linea con professionalità e aumenti generalizzati dei costi della vita».

«Ricordiamo, inoltre, che in alcuni contesti del settore come mense ospedaliere o in Rsa anche durante la fase pandemica sono sempre stati garantiti i servizi - hanno concluso i sindacalisti -. Il percorso avviato da tempo su questioni normative, sulla classificazione del personale e sugli incrementi salariali rischia di subire altri rallentamenti, per una presa di posizione irresponsabile da parte di alcune delle imprese del settore».

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