300 appartamenti

Montelungo, qualcosa si muove: bando deserto, ma è arrivata una proposta

La società Redo ha mostrato il proprio interesse nel farsi promotore nel percorso che porta a trasformare gli edifici in servizi universitari

Montelungo, qualcosa si muove: bando deserto, ma è arrivata una proposta
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Nel buio del bando che è andato deserto è spuntata una luce in fondo al tunnel della annosa operazione Montellungo-Colleoni. La società milanese Redo sgr ha inviato una lettera a Comune e Ateneo per far sapere del proprio interesse circa l'operazione, specificando di non aver partecipato al bando perché «non siamo stati nella posizione di presentarvi un'offerta conforme, principalmente per ragioni legate ad alcuni elementi di rigidità riscontrati nella struttura dell'Operazione». Tuttavia, la società di è detta disponibile a sottoporre a Comune e Ateneo «la nostra migliore proposta»

Una società già attenta a Bergamo

Si tratta quindi dell'importante apertura di uno spiraglio concreto che da un lato rallenta, dall'altro garantisce un avvio prossimo del percorso che punta a ristrutturare i due edifici e trasformarli in servizi universitari, con oltre trecento appartamenti per studenti e professori. «L'esito del bando dimostra ancora una volta l’estrema complessità di questa operazione, caratterizzata da equilibri economici e finanziari particolarmente delicati - commenta il primo cittadino Giorgio Gori -. L'interesse manifestato da Redo Sgr rappresenta però un'ottima notizia, considerata anche la caratura della società, nota per operazioni di rilievo in tutto il nord Italia. Questa società ha anche già dimostrato un'attenzione particolare verso la nostra città e un forte interesse ad investirvi anche attraverso altre operazioni (come quella di Colognola, ad esempio)».

Il nodo della questione

Il nodo della questione ruota intorno al fatto che i due proprietari delle caserme - Cdp per quel che riguarda la Colleoni, il Comune per quel che riguarda la Montelungo - andranno a costituire un fondo immobiliare per la valorizzazione dei due immobili (per realizzare prevalentemente residenze universitarie e aule didattiche), uno dei quali verrà acquistato dall'Università di Bergamo una volta ristrutturato, mentre la caserma Colleoni sarà destinata a residenze studentesche, ma rimarrà di proprietà privata). Per gestire questa operazione si deve individuare una Società di Gestione e Risparmio, quale è la Redo.

Tempi stimati tra i tre e i quattro mesi

La proposta della Redo, che entrerebbe nell'operazione sotto il ruolo di "promotore", non potrà essere accettata direttamente, ma l'iter prevede la pubblicazione di un nuovo bando al quale Redo parteciperà «nel presupposto dell'attivazione di schemi contrattuali tipici in questi casi quali il diritto di prelazione a nostro favore e/o il ristoro dei costi sostenuti per la strutturazione della offerta in caso di aggiudicazione definitiva a terzi». In poche parole, entro fine anno si saprà se sarà Redo, o eventualmente un altro soggetto che parteciperà al bando con condizioni più favorevoli, a gestire il futuro delle ex caserme. I tempi stimati per queste procedure e per l'assegnazione vanno tra i tre e i quattro mesi. 

Un polo strategico

Il rettore dell'Università di Bergamo Sergio Cavalieri ricorda l'importanza dell'operazione: «Sono fiducioso che la manifestazione di interesse registrata oggi possa portare a un equilibrio che consenta di procedere verso la realizzazione di questo nuovo polo universitario, strategico anche nell'interesse di tutta la città di Bergamo, verso un futuro sempre più internazionale, sostenuto sia dal crescente e già affermato grado di attrattività esercitato dal nostro Ateneo per gli studenti stranieri, sia dall'ispirazione che guiderà il progetto, pensato tenendo a modello i grandi e moderni campus internazionali».

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