L’allarme della Cisl

Nel 2050 aumento del 50% degli anziani non autosufficienti, servizi inadeguati e costi alti

Per il sindacato l’attenzione alla situazione di Rsa e sostegno alle famiglie sarebbe insufficiente, a breve diventerà un problema

Nel 2050 aumento del 50% degli anziani non autosufficienti, servizi inadeguati e costi alti
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La Cisl di Bergamo lancia l’allarme, all’indomani delle elezioni regionali in Lombardia, sulla situazione degli anziani nella nostra provincia: in dieci anni, la popolazione anziana è aumentata di quasi il tre per cento ma, negli ultimi cinque anni, la dotazione di posti letto nelle Rsa è calata dello 0,24 per cento in rapporto al numero degli over 65.

Dal 2014 a oggi, la media degli assegni pensionistici pagati in provincia di Bergamo è aumentata del 3 per cento e, nello stesso periodo, la media delle rette nelle Rsa ha avuto un incremento del 12,19 per cento (tra l’altro, sono aumentate di più le rette basse, del +13,6 per cento, rispetto a quelle alte con +11,4 per cento).

Da questi pochi numeri parte un’analisi di Fnp Cisl, che vuole «stigmatizzare comportamenti e bassa attenzione a una realtà che diventerà drammatica nel volgere di pochi anni, se non interverranno soluzioni adeguate».

A una situazione socio-familiare già pesante, negli ultimi tempi si sono aggiunti due aspetti politici che hanno ulteriormente innalzato i problemi degli anziani e delle loro famiglie: l’innalzamento delle rette delle case di riposo a carico degli utenti, dietro quelle che il sindacato definisce il «paravento» dell’aumento dei costi energetici, ha penalizzato particolarmente le spese a carico dei pazienti e delle loro famiglie, incrementando il costo delle case di riposo di circa il venti per cento. Dal primo gennaio, l'aggiornamento delle retribuzioni minime, in base all’indice Istat, ha aumentato il costo per oltre un milione di datori lavoro domestico. Considerato che la maggior parte di loro ha almeno 60 anni, la principale fonte di reddito è la pensione o l'indennità di accompagnamento. Se il costo per l'assistenza supera la disponibilità finanziaria, occorre attingere ai risparmi o all’aiuto dei familiari, in genere i figli.

Il 13 per cento degli over 55 lombardi vive in una condizione di povertà, come emerge dall’indagine svolta sugli anziani lombardi da Cgil, Cisl e Uil e, con l’estensione dell’aspettativa di vita, aumenta anche la domanda di assistenza sanitaria e a lungo termine, così il numero di persone che potenzialmente necessitano di cure si prevede aumenteranno di oltre il 50 per cento nel 2050. Nonostante ciò, in quattro famiglie bergamasche su dieci sono i nonni a salvare il bilancio domestico, per il quale diventano sempre più determinanti.

Come se non bastasse, l’indice di dipendenza degli anziani passerà dall’attuale 34 per cento al 59 per cento nel 2070, con un aumento di quasi il 75 per cento, il che significa che ci saranno meno di due persone in età lavorativa per ogni persona di età pari o superiore a 65 anni. «In prima battuta - ha dichiarato Giacomo Meloni, segretario generale Fnp di Bergamo - bisogna agire in sostegno alla natalità, dove  le amministrazioni comunali hanno a disposizione strumenti importanti, così come le aziende, che possano contribuire a invertire la tendenza con la contrattazione di secondo livello, ad esempio favorendo l'occupazione femminile».

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