nota stampa

La Giunta sul regolamento per affitti brevi: «Non una scelta ideologica, ma una valutazione strategica»

Da Palafrizzoni la replica alle osservazioni avanzate da Confedilizia e Fiaip Bergamo sul vademecum approvato a novembre per le case vacanza

La Giunta sul regolamento per affitti brevi: «Non una scelta ideologica, ma una valutazione strategica»

La sindaca di Bergamo Elena Carnevali e l’assessora alle Politiche della casa Claudia Lenzini rispondono a Confedilizia e Fiaip Bergamo sulla questore del regolamento sugli affitti brevi, che le associazioni avevano definito un provvedimento «ideologico, privo di basi tecniche e gravemente lesivo dei diritti dei proprietari». «Il regolamento – hanno spiegato Carnevali e Lenzini – non nasce da una scelta ideologica, ma da una valutazione strategica di medio periodo, fondata su un’analisi dei dati relativi non solo al territorio comunale, ma anche alle diverse zone della città».

«Per difendere il patrimonio, dobbiamo mantenere viva l’attrattività dei borghi storici»

«La nostra priorità è proteggere e consolidare il settore del turismo, che negli ultimi dodici anni è diventato uno dei principali motori di sviluppo della città e del territorio. I risultati raggiunti in termini di attrattività, presenze e permanenze turistiche sono frutto di un lavoro condiviso: la presenza dell’aeroporto, l’impegno di VisitBergamo e, soprattutto, i significativi investimenti nella riqualificazione urbana, nell’offerta culturale e nella qualità del sistema ricettivo ed enogastronomico», si legge nella nota stampa di Palafrizzoni.

«Proprio per difendere questo patrimonio, riteniamo necessario mantenere viva e autentica l’attrattività dei nostri borghi storici, in particolare di Città Alta. Proteggerne l’identità significa evitare squilibri che, nel medio periodo, potrebbero comprometterne la qualità urbana e sociale. In questo senso, il dato relativo al rapporto tra unità abitative e strutture extra-alberghiere, case e appartamenti per vacanze, foresterie e affitti brevi, è significativo: in Città Alta oggi si sfiora il 14 per cento, mentre prima del Covid si era sotto l’8 per cento. Un incremento rilevante che impone un’attenta valutazione».

«È fondamentale, inoltre, che Bergamo sia una città sempre più accessibile. Il tema dell’accessibilità non può essere soddisfatto solo dal sistema alberghiero, ma deve riguardare in modo più ampio l’intera offerta turistica, compresa quella non alberghiera, affinché la qualità del servizio sia adeguata alle aspettative e agli standard che la città si è data».

«Siamo consapevoli che l’amministrazione comunale non dispone oggi di strumenti regolatori strutturati come quelli introdotti, ad esempio, in Toscana, a causa della mancanza di una specifica legge regionale o nazionale. Tuttavia, ciò non significa che il Comune possa o debba rinunciare a governare un fenomeno la cui crescita selvaggia potrebbe compromettere l’attrattività della città».

«Non una scelta ideologica, ma una valutazione strategica»

Carnevali e Lenzini rispondono direttamente alle parole delle associazioni. «Il regolamento sugli affitti brevi non nasce dunque da una scelta ideologica, ma da una valutazione strategica di medio periodo, fondata su un’analisi puntuale dei dati relativi non solo al territorio comunale nel suo complesso, ma anche alle diverse zone della città».

«Non ci stupisce che alcune associazioni di rappresentanza, in questo caso Confedilizia-Fiaip Bergamo, abbiano espresso una forte critica, anche nell’intento di tutelare gli interessi dei propri associati. Dal canto nostro, con il nuovo regolamento abbiamo cercato di contemperare la libertà di iniziativa economica, anche dei singoli proprietari, con l’obiettivo di migliorare l’offerta turistica non alberghiera e di salvaguardare i borghi storici».

«Le valutazioni espresse nel comunicato evidenziano, a nostro avviso, un approfondimento incompleto della nuova disciplina e una sovrapposizione di temi che non erano oggetto dell’incontro del 12 febbraio 2026, promosso proprio dall’amministrazione per avviare un confronto operativo. Quel momento di dialogo, così come i prossimi, è e rimane finalizzato a chiarire e migliorare gli aspetti applicativi del regolamento. Definire la nuova regolamentazione un “atto punitivo verso i proprietari” rappresenta una lettura caricaturale che non tiene conto dei contenuti effettivi delle norme introdotte».

«In Consiglio comunale, in occasione dell’illustrazione del regolamento, sono stati presentati dati puntuali e approfonditi sulla diffusione dell’offerta non alberghiera in città, che confermano la necessità di un approccio equilibrato e responsabile», concludono.