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Nuova Gamec, la seconda classificata al bando ha detto sì: ora la firma del contratto

Disponibile il consorzio con dentro la Edilco di Martinengo, esecutrice incaricata. Ma intanto il fine cantiere slitta di un anno

Nuova Gamec, la seconda classificata al bando ha detto sì: ora la firma del contratto

C’è movimento dopo lo stallo del cantiere della nuova Gamec: il Comune di Bergamo, dopo aver ottenuto la risoluzione del contratto con la Manelli Spa di Monopoli, ha incassato nei giorni scorsi la conferma da parte della seconda realtà classificatasi al bando di voler prendere in mano i lavori. Si tratta del consorzio composto da Cme Modena (gruppo mandatario), Edilco di Martinengo (esecutrice incaricata) e Colombo Spa di Sesto Calende (mandante).

A renderlo noto è stato oggi (giovedì 26 febbraio) Palazzo Frizzoni, che nel frattempo si sta adoperando per salvare quei sei milioni di euro, provenienti dal Pnrr, che rischiavano di essere messi in dubbio a causa dei ritardi significativi nei lavori. A settembre 2025, infatti, risultava completato unicamente intorno al 25 per cento del progetto complessivo, dopo quasi seicento dei novecento giorni totali a disposizione per chiudere il cantiere.

I problemi con la Manelli

Del resto, i problemi con la Manelli erano emersi quasi da subito. Dopo che aveva preso possesso del cantiere a settembre 2023, già due mesi dopo, a novembre, la società aveva comunicato all’Amministrazione di aver ceduto tutti i crediti dell’appalto (14,6 milioni di euro) all’istituto finanziario Credemfactor di Bari. Le operazioni, all’interno del sito, nel mentre erano apparse andare a rilento. Il Comune, quindi, aveva già incominciato ad avvertire le prime avvisaglie che la ditta, con in ballo diversi grossi lavori in diverse parti d’Italia, qualche problema effettivamente potesse averlo in casa sua.

Il ritmo nel cantiere non era di certo migliorato nel periodo successivo, con cittadini, residenti e opposizione a osservare come di gente all’opera e macchinari in funzione, sul posto, ce ne fossero ben pochi. A fine 2025, era evidente che con i lavori si era indietro. Inoltre, fornitori e ditte in subappalto avevano chiesto direttamente all’Amministrazione di ricevere quanto si aspettavano e non avevano ricevuto dalla Manelli, in crisi finanziaria. Adesso, Palazzo Frizzoni è riuscito a stralciare il contratto con la società pugliese, dopo il via libera del Comitato tecnico consultivo del Ministero delle Infrastrutture.

Una frenesia d’appalti

Si conclude così in Bergamasca l’avventura di una società, la Manelli, cresciuta in maniera esponenziale nella frenesia della pioggia di fondi europei, passando da 150 a quasi mille dipendenti nel giro di quattro anni, tra operai assunti direttamente o tramite consorzi e collaborazioni. L’accaparramento di numerosi cantieri per opere pubbliche Pnrr, arrivati alla cifra mostruosa di 250 in questo frangente, tramite offerte al ribasso nelle gare pubbliche, aveva permesso alla ditta di Monopoli di ingigantirsi a dismisura.

Tuttavia, com’è ora palese, la mole di impegni e scadenze da rispettare deve essere diventata difficilmente sostenibile, e alla fine il sistema è andato in tilt. Con dipendenti non pagati e proteste e scioperi in tutto il Paese, da Palermo (dove doveva finire la rete fognaria) a Genova (la metropolitana), da Este (il nuovo ospedale) nel Padovano a Treviso (per la manutenzione della A27).

Ma Manelli a parte, adesso la Giunta Carnevali deve pensare a non perdere i soldi di Bruxelles, con l’assessore alla Riqualificazione urbana, Francesco Valesini, a rassicurare sulla copertura dell’operazione da parte di Roma, senza sbottonarsi troppo. Forse ci sarà una proroga, forse uno spostamento sul altri capitoli di spesa. Ora, il contratto con la seconda in classifica dovrà essere sottoposto alle verifiche di legge previste, prima di essere siglato dalle parti.

Comunque, nella giornata odierna l’Amministrazione comunale si è presentata ai cancelli del cantiere di Piazza Oberdan, insieme alla polizia locale, per rientrare in possesso dell’area: una condizione ritenuta indispensabile, per poter riprendere nel più breve tempo possibile i lavori. In ogni caso, pare davvero improbabile che verranno terminati entro marzo 2026, come si pensava all’inizio. Anzi: le nuove stime delineano uno slittamento addirittura di un anno.