Il nuovo Ponte di San Michele tra Paderno d’Adda e Calusco si è trovato al centro del dibattito della Commissione Territorio presieduta oggi, 26 febbraio 2026, da Jonathan Lobati (FI), con i rappresentanti di RFI, Italfer e l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Claudia Maria Terzi, per fare il punto sulle ipotesi progettuali.
Massimo impegno per un tema strategico
«Il tema dell’attraversamento dell’Adda è strategico per garantire ai territori della bergamasca, del lecchese e della brianza di continuare a crescere – ha spiegato il presidente Lobati –. L’opera è strategica per collegare l’est e l’ovest della Lombardia, garantendo alle nostre imprese di continuare ad essere competitive e ai cittadini di muoversi velocemente sul territorio». Continua affermando che sarà decisivo lavorare, non solo sul come, ma anche sul quando: «Serve il massimo impegno per accorciare i tempi, tutto questo mantenendo sempre alta l’attenzione anche sulle istanze sollevate dai Comuni coinvolti». La nuova infrastruttura, che attraverserà il fiume Adda sulla linea Carnate-Ponte San Pietro e sorgerà tra le stazioni di Robbiate e Calusco, andrà a sostituire l’attuale ponte ferroviario e stradale, conosciuto come San Michele, di cui ne è prevista la chiusura al traffico nel 2030.
RFI ha ribadito che il nuovo ponte sarà costruito a fianco di quello precedente, creando un’unica struttura mista ferroviaria e stradale parallela al ponte storico nel 1889. Rispetto al tracciato, sono state illustrate due alternative, una più a nord del vecchio ponte e l’altra a sud. Inoltre, i rappresentanti di RFI, hanno annunciato di voler lanciare, un concorso internazionale di progettazione per valutare soluzioni finalizzate a minimizzare l’impatto sul cono visivo e ridurre le espropriazioni. Oltre all’aggiudicazione, prevista entro l’anno, seguiranno lo studio di fattibilità tecnica ed economica, che verificheranno le ricadute sui Comuni attraversati dall’opera, e anche l’iter autorizzativo, che costituirà un nuovo momento di ascolto delle amministrazioni locali, così come è avvenuto con dibattito pubblico degli scorsi mesi. È successivamente stato specificato che la conclusione dell’opera non può essere garantita prima del 2034.
Anche l’assessora Terzi è intervenuta durante l’audizione, confermando l’avvio del tavolo tecnico incaricato di predisporre uno studio di traffico di area vasta, così da garantire la sostenibilità trasportistica dell’opera, in linea con tutte le osservazioni avanzate dagli enti locali e i rappresentanti provinciali coinvolti. «E’ un’opera complessa e strategica» chiosa Terzi, sottolineando che migliora la mobilità, promuove gli spostamenti su ferro e, grazie a un concorso internazionale, punta a un progetto sostenibile a tutela del paesaggio e della viabilità dei paesi interessati.