Un transito di pochi minuti in Ztl, il tempo di scaricare beni di prima necessità e merci da portare in negozio, nelle fasce indicate. Dieci euro, per una concessione annuale che, con l’arrivo del 2026, non verrà rinnovata: una novità che ha lasciato di stucco i tanti, piccoli, commercianti dell’area che gravita attorno a Piazza Pontida, nel cuore di Bergamo.
A segnalarlo è Pamela Scaleia, titolare del salone Pamela’s Dream Parrucchieri, da sette anni in vicolo dei Dottori. «La mia seconda casa», come lo chiama lei, che si è fatta portavoce dei colleghi commercianti nell’occhio di un ciclone burocratico «assurdo», usando le parole del consigliere di minoranza Alberto Ribolla (Lega).
Una rigidità burocratica che si scontra con le piccole imprese
Tutto è iniziato un anno fa. «Quando sono arrivata in Piazza Pontida c’era già la Ztl con gli stessi orari: dalle 7 alle 10 e dalle 15 alle 16 – racconta Scaleia -. Ogni martedì, entravo in piazza con l’auto, sostavo il tempo necessario per l’approvvigionamento di beni di consumo quotidiano (acqua, carta, prodotti per la pulizia). Ogni martedì, prendevo una multa». Finché, alla luce delle numerose lamentele, l’Amministrazione non permise ai titolari delle attività di transitare nella piazza dietro il pagamento di apposito contrassegno in Atb, dal costo di dieci euro l’anno.
Con l’inizio del 2026, senza preavviso, il rinnovo della concessione è stato negato: secondo le nuove direttive comunali, infatti, per accedere negli orari di carico/scarico, il veicolo deve essere obbligatoriamente immatricolato come aziendale. Una rigidità burocratica che si scontra, di fatto, con le piccole imprese, che non dispongono di un mezzo del genere.
«Il permesso, infatti, ci è indispensabile non tanto per le merci gestite dai corrieri, quanto per l’approvvigionamento di beni di consumo quotidiano (acqua, carta, prodotti per la pulizia) e, nel mio caso specifico, per le necessità legate alla presenza del mio cane, che condivide con me le lunghe giornate lavorative in salone. È evidente che per scaricare volumi di merce pesanti o ingombranti sia necessario un tempo tecnico di fermata nei pressi dell’attività; il solo “transito” senza possibilità di scarico renderebbe l’operazione vana».
Bloccato l’accesso alla piazza, la situazione precipita. «Gli unici parcheggi di carico/scarico della zona sono in via San Bernardino, ma non sono mai liberi. Lo stesso in via Zambonate: spesso sono occupati dai residenti stessi. Per non rischiare di lasciare la macchina fuori posto, l’unica soluzione è portare la macchina in via Paglia». Dieci minuti a piedi, settecento metri che – sacchetti colmi di prodotti e guinzaglio alla mano – pesano come se fossero il doppio.
«È sconfortante constatare come non si considerino le necessità fondamentali di chi, con la propria attività, presidia il territorio, offre un servizio alla cittadinanza e contribuisce al decoro e all’economia del prestigioso Ducato di Piazza Pontida, sostenendone i crescenti oneri. Lavorare in centro sta diventando una corsa a ostacoli: cantieri interminabili, pressione fiscale in aumento a fronte di servizi carenti, scarsa sicurezza e degrado. A questo si aggiunge ora l’impossibilità logistica di accedere ai propri spazi», aggiunge Scaleia, che sottolinea di aver inviato una Pec al Comune di Bergamo, senza aver ricevuto risposta.
Ribolla: «Scelta assurda. Il Comune torni sui suoi passi»
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere di minoranza Alberto Ribolla, che ha definito il mancato rinnovo dei pass una «scelta assurda che penalizza i piccoli commercianti. Il Comune torni subito sui suoi passi. La decisione dell’assessore alla Mobilità di negare il rinnovo dei permessi Ztl ai negozi di vicinato che non dispongono di un mezzo aziendale è l’ennesima dimostrazione di una gestione burocratica distante dalla realtà delle piccole imprese».
«Parliamo di attività di prossimità che tengono vivi i quartieri e il centro città — ha proseguito Ribolla — costrette ora a subire regole rigide e irragionevoli che ignorano completamente le esigenze quotidiane di approvvigionamento. Non tutti i piccoli commercianti possono permettersi un mezzo aziendale dedicato, e questo non può diventare un criterio discriminatorio».
«Per anni il Comune ha rilasciato permessi annuali a costi contenuti, riconoscendo di fatto la necessità di accesso per chi lavora in centro. Cambiare improvvisamente le regole senza confronto e senza soluzioni alternative è una scelta miope che danneggia il tessuto commerciale cittadino».
«L’assessore parla di possibilità di usare i corrieri — conclude Ribolla — ma chi conosce la realtà delle botteghe sa che molte forniture quotidiane avvengono in autonomia. Serve buon senso, non burocrazia cieca. Chiediamo che il Comune riveda immediatamente la direttiva e ripristini i permessi per tutti i negozi di vicinato, senza distinzioni assurde».