Un provvedimento «ideologico, privo di basi tecniche e gravemente lesivo dei diritti dei proprietari». Così Confedilizia Bergamo ha definito il nuovo regolamento comunale sugli affitti brevi, esprimendo la propria durissima contrarietà.
Lo scorso 12 febbraio si è tenuto un incontro tra le principali associazioni del settore e il Comune di Bergamo, per discutere del regolamento comunale approvato lo scorso novembre e dal quale sono emersi alcuni chiarimenti in merito ai due punti più dolenti, ovvero il parcheggio e il certificato di agibilità.
Per il primo, è stato confermato che il proprietario deve garantire un posto auto anche se non di proprietà (quindi valgono anche le convenzioni); per il secondo, è stato spiegato come non sia effettivamente necessario installare all’interno di edifici storici ascensori o montascale. Nonostante la risoluzione di alcuni dei dubbi legati al nuovo regolamento, le criticità non sarebbero state del tutto risolte, secondo le associazioni del settore.
«Nel confronto del 12 febbraio, richiesto dalla stessa amministrazione comunale, non è stata fornita alcuna evidenza concreta che colleghi gli affitti brevi alla carenza abitativa. Il Comune ha approvato un regolamento senza presentare un solo dato a sostegno delle proprie scelte», dichiara la presidente Lorella Ghilardi.
E aggiunge: «Non solo non esiste alcuna evidenza che colleghi gli affitti brevi alla carenza abitativa, ma nel confronto del 12 febbraio non è stato presentato alcun studio, nessuna analisi, nessuna correlazione verificabile. Al contrario, ci è stato chiesto di indicare a posteriori quali sarebbero le criticità dopo che le decisioni erano già state prese. Questo non è confronto: è una formalità priva di sostanza, prima si decide, poi si cercano giustificazioni».
«Un atto punitivo verso i proprietari»
Confedilizia Bergamo, in una nota stampa, ha denunciato «l’assenza totale di analisi oggettive che giustifichino misure così invasive». Sottolineando che «questo regolamento non risolve alcun problema: ne crea di nuovi. È un intervento costruito su pregiudizi, non su dati. Colpisce chi rispetta le regole e non tocca minimamente le vere criticità del mercato immobiliare».
La maggior parte degli host bergamaschi, aggiunge la presidente Ghilardi, è composta da famiglie che gestiscono i propri immobili. «Questo regolamento li penalizza senza motivo, mettendo a rischio integrazioni di reddito fondamentali e scoraggiando chi investe nel recupero del patrimonio edilizio».
Per Confedilizia, gli affitti brevi rappresentano una componente essenziale dell’offerta turistica moderna. «Indebolire questo settore significa indebolire Bergamo. Mentre altre città europee lavorano per attrarre visitatori, qui si sceglie di ostacolare un comparto che porta valore, qualità e indotto economico».
«Questo regolamento – conclude la presidente – non protegge i residenti, non abbassa i canoni, non aumenta l’offerta abitativa. È solo un atto punitivo verso i proprietari, che non meritano di essere trattati come un problema».
Per Fiaip è «una tagliola contro gli affitti turistici»
Fiaip Bergamo, la Federazione italiana agenti immobiliari professionali, si associa a Confedilizia nel rigettare in toto il nuovo regolamento comunale.
«Siamo contrari a questi lacci e lacciuoli volti solo a limitare il numero degli affitti brevi proprio dove sono più richiesti dai turisti, Città Alta e i borghi storici di Bergamo – dichiara Giuliano Olivati, presidente provinciale Fiaip -. La stessa amministrazione comunale si deve essere resa conto tardivamente delle assurdità e ha messo una pezza all’impossibile requisito dei posti auto in centro storico, arrivando nell’interpretazione ad ammettere anche convenzioni con parcheggi pubblici. Ma che senso ha questa imposizione?».
«I turisti che arrivano in automobile – prosegue -, e non sono la maggioranza, trovano già parcheggio nei silos, pagando di tasca propria. Adesso pagherà il proprietario di casa, ricaricando il costo del parcheggio sul prezzo della camera. Altra vessazione la richiesta di segnalazione certificata di agibilità per gli appartamenti affittati ai turisti negli edifici storici sprovvisti, che sono moltissimi, con necessità di produrre il certificato di collaudo statico che costa migliaia di euro, ed è difficile da eseguire nelle case antiche».
«Questo regolamento – conclude Olivati – è in realtà una tagliola contro gli affitti turistici. Il paradosso è che il Comune emana il regolamento contro gli affitti turistici proprio mentre Visit Bergamo, escludendo che si possa parlare di overtorurism, plaude all’incremento dei turisti a Bergamo. Come se questo successo non dipendesse proprio dagli affitti brevi, che sono uno straordinario volano economico per la nostra città. Si tratta oltretutto di appartamenti non appetibili per la residenza stabile, piccoli, senza ascensore e posto auto, adatti per brevi soggiorni turistici: non andranno certo ad abitarci le famiglie».
I recenti dati della Camera di commercio parlano chiaro: negli ultimi cinque anni, la Bergamasca ha visto un boom di imprese di alloggio per vacanze e soggiorni di breve durata. Tra il 2021 e il 2025 le imprese attive sono più che raddoppiate (+101 per cento), con un incremento di 217 unità e un totale di 432.