di Paolo Aresi
«Dopo due anni è il momento di avviare una riflessione sugli effetti del Parking Fara» dice Elena Ferrario di Legambiente Bergamo, e ha ragione da vendere. Perché l’intervento, terminato due anni fa, ha rappresentato un investimento tra i più ingenti compiuti dalla nostra città dal 2000 in avanti.
Ricordiamo che l’opera venne approvata dalla giunta Veneziani e poi portata avanti da diverse amministrazioni: Bruni, Tentorio e Gori, che alla fine è riuscito a inaugurare la struttura, pur dichiarando che si era trattato di «un’eredità scomoda», ma che doveva venire completata.
Una eredità onerosa, non soltanto dal punto di vista economico (si calcola che il parcheggio sia costato sui 25 milioni di euro), ma anche delle scelte di politica urbanistica di Bergamo. Con contestazioni forti, con un comitato – “No Parking Fara” – che si era costituito proprio per impedire che l’opera si realizzasse. Con due frane che si verificarono durante i lavori, una delle quali produsse la sospensione del cantiere tra il 2008 e il 2014.
E adesso, chiede Legambiente con una lettera aperta inviata all’Amministrazione comunale, a due anni dall’entrata in funzione del parcheggio, che bilancio possiamo stilare? Che cosa possiamo dire dell’impatto di questa grande struttura che si eleva per otto piani contro il versante del colle che sostiene la Rocca e il chiostro di San Francesco con annesso museo?
Ricordiamo che il parcheggio offre 469 posti e che 64 di questi sono stati assegnati a pagamento per novant’anni. L’idea di base era che il parcheggio scavato nel colle potesse risolvere l’annoso problema dell’accesso alla parte antica di Bergamo e che cancellasse la questione delle colonne d’auto che assaltavano Città Alta, soprattutto nei fine settimana. Auto che parcheggiavano in Città Alta selvaggiamente e tante altre che trovavano posto nella parte bassa della città perché i visitatori poi salivano a piedi o in autobus o con la funicolare.
È stato risolto il grande problema dell’accessibilità? E la questione della sosta selvaggia ha trovato finalmente un antidoto?
L’impressione è che l’accessibilità non sia più facile oggi rispetto al passato, in particolare per i cittadini di Bergamo, che ormai, in molti casi, hanno rinunciato a recarsi in Città Alta per evitare multe e per non dovere pagare 15-20 euro di parcheggio (…)