Fine lavori nel 2027

Piscine Italcementi chiuse per lavori, la Bergamo Tuffi ha perso la gran parte dei tesserati

Il presidente Cividini spiega che dei 140 iscritti ne sono rimasti poco più di 30. Non è stato trovato un impianto alternativo per gli allenamenti

Piscine Italcementi chiuse per lavori, la Bergamo Tuffi ha perso la gran parte dei tesserati

Sia chiaro: lo si sapeva. Ma certo non cambia il fatto che dispiace vedere una società sportiva della città perdere pezzi ed essere impotente davanti al “fuggi fuggi” di iscritti e iscritte. La Bergamo Tuffi – che vanta, anzi vantava anche campioncini dal futuro roseo – è passata da circa 140 tesserati a poco più di 30. E il motivo è semplice: con i lavori alle piscine Italcementi non ha un posto in cui svolgere gli allenamenti.

Un giorno qua, un altro là

Di fatto, si tratta dell’unica società sportiva natatoria della città a cui il Comune non è riuscito a dare una mano nel trovare un’alternativa. E questo – come sottolineato più volte dall’assessora allo Sport, Marcella Messina – per un problema più ampio di carenza di impianti adatti alla disciplina a livello regionale.

Il presidente della Bergamo Tuffi, Matteo Cividini, ha fotografato la situazione a Corriere Bergamo e Bergamonews, premettendo di non voler fare polemica, ma solo illustrare lo stato dei fatti. Che, come detto, raccontano di tesserati più che dimezzati, con praticamente tutti gli under 16 che hanno lasciato e si sono (probabilmente) dati ad altri sport. I restanti, per potersi allenare, si spostano ogni giorno da un posto all’altro.

«Lunedì a Gorle, in palestra; martedì e mercoledì piscina Cozzi di Milano – elenca Cividini -; giovedì piscina di Almè, ma solo coi piccoli e allenando solo le partenze, perché non è abbastanza profonda; venerdì Osio Sotto; sabato si torna a Milano, dai Canottieri al mattino e alla Cozzi il pomeriggio; domenica di nuovo Canottieri».

Si sapeva, però…

Spostamenti continui, talvolta lunghi, con anche un impegno economico non trascurabile. Messina spiega che alla società è stata riconosciuta dal Comune una indennità di 7 mila euro, che verrà replicata in questo 2026. E aggiunge che purtroppo i lavori alle piscine Italcementi non potevano più essere rimandati e quindi non c’erano alternative. «Credo che un calo, legato alla difficoltà della pratica, anche lo stesso presidente se lo potesse aspettare – ha detto l’assessora al Corriere -. Era già preoccupato prima ancora che si chiudesse».

Ed è così, ma certo questo non toglie l’amarezza. Anche perché Cividini spiega che erano state avanzate delle proposte alternative per consentire in qualche modo di fare proseguire l’attività anche durante i lavori, ma sarebbe stato troppo costoso.

Un cantiere molto criticato

I lavori in corso alle piscine Italcementi

I lavori – molto criticati e discussi in città, sia dalle opposizioni, sia dai cittadini – sono iniziati a giugno 2025 con la chiusura totale dell’impianto, e dovrebbero concludersi a giugno 2027. Poi le Italcementi saranno gestite dalla società Aquamore, già molto presente in provincia in diverse altre piscine. Cividini spera solo che, alla riapertura, le tariffe non saranno troppo alte.