La questione taxi, a Bergamo, è un tema dibattuto da tempo. Quelli che ci sono, sono pochi. Al punto che a fine novembre, a fronte dell’impossibilità di aumentare il numero di licenze, il Comune di Bergamo ha provato ad avviare una sperimentazione: prevede che, in vista dei grandi eventi che riguarderanno la città e la provincia – come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e Bergamo Città europea dello sport 2027 – si possano aumentare i servizi taxi e i noleggi di auto con conducente (i cosiddetti Ncc). Vedremo come andrà.
Ma c’è un ulteriore problema: i taxi sono cari. Lo spiega bene Daniele Pirola, giornalista che vive in città e coordinatore editoriale dei quotidiani online del gruppo editoriale Netweek, di cui PrimaBergamo fa parte. Di seguito riportiamo la lettera che ci ha scritto.
Più di 29 euro per nove minuti di strada
Certo, ci sono città europee in cui salire su un taxi equivale a varcare la soglia di una gioielleria… Ma ce ne sono anche altre in cui le tariffe sono così popolari che la gente utilizza il servizio per spostarsi normalmente da un posto all’altro con la stessa facilità di un mezzo pubblico (ma con una bella fetta di scomodità in meno).
Non avrei mai immaginato che Bergamo potesse fare concorrenza (in negativo) a Zurigo o Ginevra e superare abbondantemente Londra. Eppure è quanto ho sperimentato personalmente domenica 4 gennaio 2026, quando da casa ho avuto l’esigenza di raggiungere l’aeroporto di Orio al Serio. Ho prenotato telefonicamente il giorno prima una corsa attraverso il servizio Radiotaxi Bergamo (035 451 90 90) e alle 6.20 del mattino un mezzo era ad attendermi in strada, nel quartiere Boccaleone, uno dei più vicini allo scalo cittadino.
Cinque chilometri percorsi in nove minuti, totale della corsa 29.20 euro.
Quando ho chiesto spiegazioni, il conducente prima si è impapocchiato tirando in ballo il concetto di tariffa notturna, quando invece ho fatto notare che la tariffa notturna era valida fino alle 6, si è giustificato dicendo che aveva fatto partire il tassametro da quando era partito da casa per raggiungere la mia abitazione.
Ora, era per la prima volta che facevo quella tratta, il percorso inverso (da aeroporto a Boccaleone) invece l’avevo percorso diverse altre volte, pagando sempre la stessa cifra: 16 euro, la tariffa minima (che si applica quando il calcolo totale del tassametro risulterebbe inferiore a una certa soglia, in genere maggiorata per le tratte da e verso gli aeroporti).
E pazienza. Ma qui stiamo parlando praticamente del doppio: 29 euro per 5 chilometri, meno di dieci minuti di strada.
Lo scambio di mail
Ho quindi inviato un reclamo all’indirizzo email info@radiotaxibergamo.it, questa è stata la risposta: “Buongiorno, abbiamo ricevuto la sua segnalazione e controllato che l’intero iter della sua corsa dalla chiamata di prenotazione allo svolgimento della corsa stessa. Secondo quanto riscontrato il tutto si è svolto correttamente e il conseguente importo risulta corretto, poiché il tassista ha l’obbligo secondo normativa regionale di attivare il Tassametro all’assegnazione della corsa non alla salita del cliente. Infine, essendo la sua prenotazione per garantirle il servizio, l’auto viene impegnata alcuni minuti prima rispetto all’orario prenotato. Restiamo comunque a disposizione per ulteriori delucidazioni. Cordialmente, RadioTaxiBergamo”.
Alla quale è seguita di getto una mia replica piccata: “Abbiate pazienza, ma già 16 euro per 4 km da aeroporto a Boccaleone sono eccessivi, ma pazienza, è la tariffa minima. Praticamente il doppio della cifra per la tratta inversa lo capisce anche un bambino che è un furto. Naturalmente non utilizzerò mai più il servizio”.
Così si è infine concluso lo scambio epistolare telematico: “Pur capendo il suo punto di vista più che rispettabile non possiamo far altro che ribadirle che i prezzi non dipendono dai tassisti, i quali devono semplicemente portarla a destinazione. Ad ogni modo può segnalare alla commissione regionale mobilità e trasporti il suo punto di vista sull’attivazione del tassametro in partenza, sicuramente potrebbe mettere al centro dell’attenzione un punto che da anni andrebbe meglio regolamentato. Ringraziandola, porgiamo cordiali saluti. RadioTaxiBergamo”.
Un appello ai consiglieri regionali
E allora cogliamola questa occasione. E coinvolgiamo la Commissione regionale mobilità e trasporti (tecnicamente la V Commissione Consiliare Permanente – Territorio, Infrastrutture e Mobilità, con sede presso il Consiglio Regionale della Lombardia, via Fabio Filzi 22, 20124 Milano) segnalando questo articolo e quindi la vicenda alla email della segreteria: Vcommissione@consiglio.regione.lombardia.it.
Ma dato che stiamo parlando di un organo politico che definisce leggi e indirizzi e di un problema di interesse pubblico generale, possiamo lanciare un appello pubblico anche più direttamente, dato che fortuitamente ben due consiglieri regionali membri della Commissione provengono dalla provincia di Bergamo e hanno sicuramente chiaro il contesto: il vicepresidente Roberto Anelli (Lega, già sindaco di Alzano Lombardo) e Jonathan Lobati (Forza Italia, già sindaco di Lenna).
Qualora volessero offrire il loro punto di vista, sarebbe un utile contributo al dibattito, dato che lo stesso servizio Radiotaxi Bergamo conviene circa l’opportunità di porre l’attenzione su una questione (l’attivazione del tassametro in partenza) che da anni andrebbe meglio regolamentata.
Anche perché Bergamo è ormai la quarta città turistica della Lombardia (dopo Milano e dopo Brescia e Como per via dei vicini laghi): non stiamo neanche a sognare i prezzi “stracciati” di Praga o Lisbona, ma le tariffe dei taxi in cui possono imbattersi i visitatori anche stranieri non sono certamente un bel biglietto da visita per il capoluogo.