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Ponte di Brivio, chiusura confermata a inizio aprile. I Comuni insistono per la passerella pedonale

Confermato l'inizio del cantiere per fine marzo, i paesi sulle due sponde preoccupati per le conseguenze sulla viabilità

Ponte di Brivio, chiusura confermata a inizio aprile. I Comuni insistono per la passerella pedonale

Il cronoprogramma resta confermato: cantiere aperto a fine marzo 2026 e chiusura al traffico del ponte di Brivio dall’inizio di aprile. È quanto emerge dalla comunicazione inviata nelle scorse ore da Anas alle Prefetture di Lecco e Bergamo, alle due Province e ai Comuni di Brivio e Cisano Bergamasco.

A rendere pubblica la lettera, come riportato da PrimaMerate, è stato il sindaco di Brivio, Federico Airoldi, che ha affidato ai social il commento ufficiale dell’Amministrazione.

Anas tira dritto

«Anas tira dritto e ci comunica che il cantiere sarà consegnato la prima settimana di marzo 2026 e la chiusura al traffico è programmata a partire da inizio aprile 2026», ha scritto Airoldi, sottolineando come al momento non sia arrivata alcuna risposta positiva su uno dei nodi più delicati: la realizzazione di un attraversamento pedonale durante il periodo di chiusura. «Nessun riscontro, al momento, alla richiesta di realizzare l’attraversamento pedonale», aggiunge il primo cittadino.

La posizione di Anas, almeno per ora, non sembra lasciare spazio a modifiche del calendario, nonostante le forti perplessità sollevate dalle amministrazioni locali, in particolare da quella di Cisano Bergamasco. Il Comune, infatti, dovrà già fare i conti con l’impatto del maxi cantiere della variante della Lecco-Bergamo, una situazione che rende la prospettiva della chiusura del ponte ancora più complessa sotto il profilo della viabilità e della gestione dei flussi di traffico.

I Comuni chiedono la passerella

A preoccupare è anche l’assenza di una presa di posizione chiara sull’ipotesi di una passerella pedonale esterna alla struttura, soluzione ritenuta fondamentale per garantire almeno il collegamento a piedi tra le due sponde dell’Adda. Su questo punto, Anas non si è espressa, alimentando il malcontento degli enti locali e dei cittadini.

Il clima tra le istituzioni coinvolte resta dunque teso, con Amministrazioni comunali che chiedono maggiore ascolto e soluzioni condivise per limitare i disagi. Un primo spiraglio potrebbe arrivare dall’incontro coordinato dalle Prefetture di Lecco e Bergamo, richiesto dalla stessa Anas. «In quella sede ribadiremo le nostre richieste», assicura Airoldi.

L’auspicio, condiviso dai territori interessati, è che il confronto possa portare all’apertura di un dialogo concreto e a correttivi, capaci di mitigare l’impatto di una chiusura destinata a incidere profondamente sulla vita quotidiana, sui collegamenti e sull’economia locale.