La querelle

Porta San Giacomo, dopo le critiche e il video di Sgarbi arriva il Sovrintendente

Luca Rinaldi ha informato che domani si recherà sul posto per farsi un'idea di persona, poi rilascerà una dichiarazione

Porta San Giacomo, dopo le critiche e il video di Sgarbi arriva il Sovrintendente
Attualità Bergamo, 24 Agosto 2021 ore 13:48

Continua la vicenda della ringhiera di Porta San Giacomo in Città Alta: dopo le critiche scatenate dalle foto-denuncia sui social, allargatesi poi all'ambito politico con la Lega ad avanzare dubbi sulla legittimità estetica dell'opera e il video di Vittorio Sgarbi, che chiedeva alla Sovrintendenza di rimediare a quello che considerava un errore, arriva la notizia che domani, mercoledì 25 agosto, il Sovrintendente all’archeologia, belle arti e paesaggio delle province di Bergamo e Brescia Luca Rinaldi si recherà sul posto per verificare di persona la situazione.

A renderlo noto è stato lui stesso oggi (martedì 24 agosto) contattato da L'Eco di Bergamo, al quale ha anche detto che dopo il sopralluogo rilascerà una dichiarazione.

L'Amministrazione comunale aveva realizzato questo scivolo per rendere il passaggio pedonale più sicuro e accessibile anche a persone disabili o passeggini, ponendo a protezione dei passanti la ringhiera a lato per evitare incidenti e eliminando le scalette in pietra che si trovavano su quel lato della porta. Un progetto, come specificato in seguito, validato dalla Commissione paesaggio del Comune e dagli uffici della Sovrintendenza e difeso dall'assessore Brembilla. Una decisione che ha però attirato anche le critiche di parte dei cittadini e del deputato bergamasco della Lega Daniele Belotti, che si è rivolto al critico d'arte Vittorio Sgarbi per chiedere una sua opinione in merito.

La sua risposta non ha tardato a farsi sentire con la pubblicazione di un video sui social in cui, pur riconoscendo la bontà dell'intento da parte del Comune, afferma che la Sovrintendenza non avrebbe mai dovuto permettere la realizzazione dei lavori e invitando chi di dovere a ripristinare l'aspetto iniziale del luogo. Simile a quella di Sgarbi è la posizione del pittore Mario Donizetti, il quale in una sua lettera sempre all'Eco ha attribuito le barriere architettoniche alla natura stessa di Città Alta come centro collinare e spiegando che ragionando come la Giunta «bisognerebbe abbattere tutta la città e farne un comodissimo passeggio a mare».

A seguito di tutto questo, la decisione di Rinaldi di andare di persona sul posto.