La riforma

Regione Lombardia si chiama fuori dalle Agenzie Tpl per controllare, ma il Pd: «È una ritirata»

Il Pirellone esce dalle Agenzie Tpl e diventa l’ente regolatore come accade per i treni. Un piano industriale di 200 milioni da qui al 2029. Ma...

Regione Lombardia si chiama fuori dalle Agenzie Tpl per controllare, ma il Pd: «È una ritirata»

Una decisione politica, all’apparenza burocratica. Ma di grande impatto sulla vita reale dei cittadini, bergamaschi e non solo. Regione Lombardia ha deciso di uscire dalle Agenzie del Trasporto pubblico locale (Tpl) nelle quali deteneva una quota partecipativa del 10 per cento.

La riforma è stata approvata lo scorso 15 gennaio dal Consiglio regionale, con 45 voti favorevoli e 21 contrari. Da organismo partecipe, dunque, la Regione si chiama fuori per diventare un ente regolatore a tutto tondo, rafforzando la sua funzione di indirizzo. Emetterà direttive vincolanti per garantire al trasporto pubblico standard omogenei di qualità e tecnologia. E stabilirà i meccanismi sanzionatori.

Toccherà ai gestori dei servizi di trasporto rientrare nei parametri fissati dalla Regione, che li sosterrà con un piano industriale da 200 milioni. Di questi, circa 106 milioni sono stati stanziati da qui al 2029 per riqualificare le fermate e i nodi di interscambio e le aree di attesa. A questo si aggiungono 19,55 milioni per i biglietti digitali, 8 milioni per l’informazione all’utenza e 67,8 milioni per i servizi di integrazione tra treni e bus.

Sarà dunque la Regione a gestire in prima persona le risorse e a stabilire le politiche del trasporto pubblico nei singoli territori. Non solo. Quanto prima arriverà un sistema unico di raccolta dati e bigliettazione elettronica, attraverso cui la Regione analizzerà la domanda e ottimizzerà la ripartizione degli introiti.

La novità principale riguarda la capacità della Regione di programmare l’intero sistema integrato. «Oggi con la legge nuova daremo la possibilità a Regione di programmare il sistema di trasporto integrato tra ferro e gomma rispetto a prima che ci occupavamo soltanto del ferro», ha dichiarato l’assessore ai Trasporti, Franco Lucente. Daremo delle direttive e impartiremo delle indicazioni precise alle agenzie con anche delle sanzioni per quelle agenzie che non si adegueranno». L’obiettivo finale, ha ribadito Lucente, è «migliorare il servizio pubblico locale, farlo funzionare al meglio e dare un servizio migliore ai cittadini lombardi».

La riforma è stata salutata con favore dall’assessore regionale bergamasco Paolo Franco. «È una scelta politica chiara che mette al centro il la mobilità, la sicurezza dei cittadini e l’equità territoriale», sostiene.

Il modello però non piace alle opposizioni. I consiglieri regionali del Pd Davide Casati e Jacopo Scandella parlano di «ritirata strategica» da parte della Regione. «Uscire dalle Agenzie e poi imporre direttive – dicono – equivale a (…)

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