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«Regione troppo indulgente con Trenord»: secondo il Pd ci sarebbe stato uno “sconto” sulle penali

I consiglieri regionali bergamaschi Casati e Scandella attaccano il Pirellone: nel resoconto, numerosi indicatori segnati come “non rilevati”

«Regione troppo indulgente con Trenord»: secondo il Pd ci sarebbe stato uno “sconto” sulle penali

Un sistema di controlli incompleto e penali ridotte mentre i pendolari continuano a fare i conti con ritardi e soppressioni. È questa la denuncia dei consiglieri regionali bergamasci del Partito Democratico Davide Casati e Jacopo Scandella dopo la pubblicazione, sul sito di Trenord, dei “Consuntivi annuali relativi agli indicatori e penali suddivise per indicatore di qualità” riferiti al 2024.

Al centro delle critiche c’è soprattutto la tutela dei cittadini e dei pendolari lombardi, considerati i principali penalizzati dai disservizi del trasporto ferroviario regionale.

Indicatori non monitorati e penali ridotte

Secondo quanto emerso dal documento, per il 2024 non sarebbero stati monitorati alcuni parametri previsti dal contratto di servizio tra Regione Lombardia e Trenord. In assenza dei dati, non sarebbero quindi scattate le relative penali previste in caso di inadempienza.

Tra gli indicatori non rilevati figurano il rispetto degli orari di apertura delle biglietterie, la qualità della pulizia a bordo dei treni, il funzionamento della climatizzazione, l’accessibilità delle toilette, il corretto funzionamento delle porte dei vagoni e le informazioni fornite ai passeggeri durante il viaggio.

Il totale delle penali applicate a Trenord nel 2024 ammonta comunque a poco meno di 10 milioni di euro, pari a 9.918.903 euro, ma con numerosi indicatori segnati come “non rilevati”.

I disagi dei pendolari

Le penalità più elevate riguardano le soppressioni dei treni e la puntualità del servizio. Nel dettaglio, oltre 2,6 milioni di euro sono legati alle troppe corse cancellate, a cui si aggiungono ulteriori sanzioni per soppressioni reiterate e per i treni garantiti durante gli scioperi. Altre penali rilevanti riguardano i ritardi nelle ore di punta e la mancata disponibilità di posti sufficienti rispetto all’utenza.

A confermare il malcontento dei viaggiatori sono anche i dati diffusi dall’associazione MiMoAL, che rappresenta i pendolari della linea Milano-Mortara-Alessandria. Secondo i numeri pubblicati sul profilo Facebook del gruppo, il 73 per cento delle linee non avrebbe rispettato l’obiettivo minimo sulle soppressioni, mentre oltre il 90 per cento non avrebbe raggiunto gli standard di puntualità nelle fasce orarie di punta.

L’attacco del Pd alla Regione Lombardia

Molto dure le dichiarazioni dei consiglieri regionali Pd Casati e Scandella, che accusano Regione Lombardia di essere troppo permissiva nei confronti dell’azienda ferroviaria.

«La Regione a Trenord permette di fare tutto, anche di non presentare i dati su cui dovrebbe pagare delle penali. Tra i pendolari e l’azienda, Palazzo Lombardia sta sempre dalla parte dell’azienda e mai da quella dei cittadini», dichiarano i due esponenti dem.

Casati e Scandella ricordano inoltre che negli ultimi anni la Regione avrebbe concesso a Trenord il rinnovo del contratto per dieci anni senza gara, aumentato il contributo economico annuale e cancellato i bonus destinati ai pendolari in caso di disservizi, nonostante i continui problemi registrati sulle linee ferroviarie lombarde.