Costruire nuove opportunità attraverso un percorso di rieducazione stradale dedicato a persone che sono state coinvolte in reati previsti dal Codice della strada e ammesse all’istituto della “messa alla prova”. È l’obiettivo del rinnovato Protocollo d’intesa approvato dal Comune di Bergamo e sottoscritto con l’Ufficio locale di esecuzione penale esterna del Ministero della Giustizia.
Il progetto
Il progetto avrà cadenza quadrimestrale (mentre in precedenza era semestrale) e prevede tre sessioni di incontri per due sabati consecutivi, con appuntamenti previsti nei mesi di marzo, giugno e novembre. Si prevede il coinvolgimento di circa trenta persone. Ogni sessione avrà prima una parte informativa ed educativa, a cura del SedD dell’Asst Papa Giovanni con il supporto di Associazione Atena e Areu, e poi una parte di approfondimento del Codice della strada a cura della polizia locale.
Come detto, i soggetti destinatari sono persone che hanno commesso reati legati alla violazione del Codice della strada e per i quali è stata disposta la sospensione della patente. I reati presi in considerazione spaziano dall’omissione di soccorso agli incidenti stradali con o senza vittime, fino alla guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, anche leggere.
Le dichiarazioni
«Questo percorso non ha solo una funzione formale – spiega l’assessore alla Sicurezza, Giacomo Angeloni -, ma vuole aiutare le persone coinvolte a prendere piena consapevolezza di ciò che hanno fatto e delle conseguenze che certi comportamenti possono avere, non solo per sé, ma anche per gli altri. Raccontare la propria esperienza, confrontarsi e ascoltare testimonianze qualificate è fondamentale per capire davvero i rischi a cui si va incontro, anche quando si sottovalutano situazioni come il bere “un po’ di più” o l’uso di sostanze che alterano la guida. L’obiettivo è responsabilizzare chi ha commesso un reato stradale e trasformare un errore in un’occasione di cambiamento, a tutela della sicurezza di tutta la comunità».
Lucia Manenti, direttrice dell’Ufficio locale di esecuzione penale esterna per la Lombardia, commenta: «L’idea di realizzare un percorso di “Rieducazione stradale” nasce dalla constatazione che la violazione del Codice della strada è la prima e la più trasversale causa di accesso al beneficio della sospensione del procedimento con “messa alla prova”. Giovani, adulti, autisti professionali: la platea interessata è numerosa e variegata, ma accomunata da superficialità nel non pensare a ciò che “sarebbe potuto accadere” e dal sentirsi “sfortunata” per essere incappata in un controllo. Ecco, offrire loro uno spazio dedicato che, partendo dalla norma infranta, suggerisca una riflessione sul proprio comportamento affinché aumenti la consapevolezza e la responsabilità alla guida risponde a un obiettivo di prevenzione secondaria da continuare a perseguire. A oggi la restituzione da parte dell’utenza è positiva e l’esperienza è condivisa come buona prassi dall’Autorità Giudiziaria».