Dopo l'approvazione

Riforma sanitaria regionale, Scandella (Pd): «Si tratta di una grande occasione persa»

Sono servite sedici sedute, una vera e propria "maratona" per arrivare al via libera, arrivato però solamente con i voti della maggioranza

Riforma sanitaria regionale, Scandella (Pd): «Si tratta di una grande occasione persa»
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La maratona sulla cosiddetta riforma sanitaria lombarda si è conclusa dopo sedici giorni di sedute di Consiglio regionale, compresi serali e un festivo, con l’approvazione del documento sostenuto dai soli voti della maggioranza. Contrarie tutte le opposizioni, a partire dal gruppo del Partito democratico.

«Con l'approvazione di questa riforma, sarà più semplice prenotare una visita o un esame? No. Ci saranno meno code al pronto soccorso? No. Si percepirà una riduzione delle liste d'attesa? No. Ci saranno meno ambiti scoperti per quanto riguarda i medici di base? No. Ci sarà meno confusione nei ruoli tra Ats e Asst? No. Sarà tagliato il ticket regionale sui farmaci? No. Saranno ricondotte le strutture pubbliche e private a una programmazione dei servizi basata sui bisogni delle persone e non sulle occasioni di profitto? No», elenca Jacopo Scandella, consigliere regionale bergamasco del Pd, spiegando il voto contrario del suo gruppo.

«Con questo voto viene confermato integralmente un modello, senza ammettere neppure la minima crepa che invece c’è, si vede e i cittadini la vivono tutti i giorni – prosegue Scandella –. C’erano tutte le condizioni per cambiare, in particolare grazie ai soldi del Pnrr, ma si è scelto colpevolmente di approvare una non-riforma. Insomma, una grande occasione persa».

E c’è stato di peggio: proprio durante l’ultima seduta, il relatore leghista ha comunicato la scelta di non prendere nemmeno in considerazione gli ordini del giorno dell’opposizione di carattere territoriale.

«È molto grave che la Giunta regionale abbia deciso di bocciare "per principio" tutti gli ordini del giorno basati su richieste specifiche territoriali, senza nemmeno prenderli in considerazione. Se non affrontiamo le ricadute territoriali della riforma in questa occasione, quando sarà possibile farlo – si chiede Scandella –? Questa maggioranza ha impedito al consiglio regionale di determinare e indirizzare la politica della Giunta, calpestando la dignità dell’Aula: così facendo tutte le nostre proposte di indirizzo per la provincia bergamasca, dalla richiesta di più investimenti per gli ospedali di Lovere, Piario e Romano di Lombardia alla riqualificazione di San Giovanni Bianco, sono state ignorate. Il modo più sbagliato di chiudere la discussione sul futuro della sanità lombarda».

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