Attualità
La protesta

Saracinesche abbassate nei centri commerciali contro la chiusura nei week-end

Ieri mattina alle 11 hanno aderito in molti alla protesta simbolica contro le misure del Decreto Riaperture

Saracinesche abbassate nei centri commerciali contro la chiusura nei week-end
Attualità 12 Maggio 2021 ore 14:50

Un gesto simbolico e pacifico di protesta, quello fatto nella mattinata di ieri (martedì 11 maggio), alle ore 11, da oltre 350 negozi della provincia di Bergamo, che hanno abbassato le saracinesche rimanendo chiusi per alcuni minuti. Oggetto della protesta le misure contenute nel Decreto Riaperture, che impongono la chiusura nei fine settimana, mentre i commercianti vorrebbero la ripresa delle attività economiche sette giorni su sette.

Ad aderire alla protesta sono stati, alla fine, oltre il 60 per cento delle realtà presenti nei centri commerciali sul nostro territorio. Realtà che sono state tra le più colpite dalle regole anti-Covid, come ha sottolineato il direttore di Ascom Confcommercio Bergamo, Oscar Fusini, all'Eco di Bergamo: «Abbiamo calcolato una perdita di oltre 5,5 milioni di euro per ogni fine settimana di chiusura: un danno enorme che coinvolge anche tutta la filiera collegata. Considerando, inoltre, che da inizio pandemia il terziario bergamasco ha perso circa 1,3 miliardi di consumi, se non ripartiamo al più presto il dramma sarà totale. Stiamo parlando del futuro di moltissimi imprenditori e di decine di migliaia di lavoratori presi dalla disperazione e dalla rabbia».

L'aspetto più controverso è l'idea che le regole valide dal lunedì al venerdì non possano essere adottate anche sabato e domenica, rimanendo aperti. Va infatti considerato, come ribadito da molti rappresentanti del settore, che nessun focolaio è stato registrato finora nei centri commerciali, grazie alle stringenti normative e procedure adotatte nei centri commerciali.

Le motivazioni che in certi casi sono state date, ovvero che nei week-end ci siano più frequentatori, lasciano del resto il tempo che trovano, se si considera che molti si ritagliano del tempo durante i giorni lavorativi per recarsi in questi luoghi. Il risultato è che il flusso è quasi come quello che c'era prima nelle giornate di sabato e domenica, semplicemente la gente ha cambiato le sue abitudini.