Attualità
Estate nera

Sciopero aereo di domenica 17 luglio, all'aeroporto di Orio 80 voli cancellati ma disagi limitati

Le compagnie avevano avvisato in anticipo i passeggeri, la maggior parte dei quali è già stata ricollocata su altri voli

Sciopero aereo di domenica 17 luglio, all'aeroporto di Orio 80 voli cancellati ma disagi limitati
Attualità Bergamo, 18 Luglio 2022 ore 15:55

Persone sedute sulle panchine, tra chi guardava lo smartphone e chi era intento a scrutare il tabellone delle partenze. Passeggeri che – zaini e borsoni in spalla – trascinavano un trolley da un lato all'altro dello scalo, mentre una voce gracchiava avvisi all'altoparlante. Se non fosse stato per lo sciopero di quattro ore, dalle 14 alle 18, che ha coinvolto alcune tra le principali compagnie low-cost e i controllori di volo Enav, all'aeroporto di Orio al Serio quella di ieri (17 luglio) sembrava una giornata come tutte le altre.

Nessuna agitazione, qualche ovvio disagio, ma la maggior parte dei dodicimila passeggeri (complessivi) che dovevano salire a bordo di uno dell'ottantina di voli in partenza e in arrivo cancellati nemmeno ha raggiunto lo scalo, avvisati per tempo dalle proprie compagnie e già ricollocati su voli successivi.

«Ormai gli scioperi vengono decisi molto prima – ha sottolineato Emilio Bellingardi, direttore generale di Sacbo (la società che gestisce lo scalo), a L'Eco di Bergamo –. In questi anni c'è stata una migrazione forte sul digitale e le compagnie avvisano quasi sempre con largo anticipo». Il risultato è una pressione sugli aeroporti molto minore.

I disagi più importanti li ha vissuti chi ha dovuto invece fare i conti con i ritardi, che in alcuni casi si sono protratti per oltre tre ore. Tra le cause, oltre allo sciopero dei controllori di volo dell'Enav, anche alcune gravi difficoltà che i quattro snodi europei principali (Amsterdam, Londra, Francoforte e Parigi) si sono trovati costretti ad affrontare e gestire per via di una «mancanza di risorse», come ha spiegato Bellingardi, dovuta alla «crisi del settore di questi due anni». In Italia il settore si è ripreso bene, ma poiché si tratta di un «sistema fortemente interconnesso – ha aggiunto il direttore – è difficile riuscire a uscire indenni da giornate come queste».

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter