Nate come provvedimenti straordinari, sono ormai diventate l’ordinario. E, di fatto, permanenti. Dopo un anno e mezzo di applicazione, la Prefettura di Bergamo ha deciso di prorogare ulteriormente fino al 15 marzo 2027 le zone rosse in città, cioè la misura che prevede una vigilanza rafforzata nelle aree comprese tra il centro cittadino e la Malpensata.
Dal debutto del provvedimento, nel febbraio 2025, al 31 agosto scorso sono state controllate oltre sedicimila persone, circa trenta al giorno, mentre gli ordini di allontanamento hanno superato quota 630. Numeri (riportati da L’Eco di Bergamo) che, per la Prefettura, certificano «risultati significativi in termini di prevenzione e contrasto delle condotte illecite e di incremento della percezione di sicurezza della collettività». Ma che, allo stesso tempo, non raccontano tutto.
Il nuovo provvedimento conferma le stesse aree già sottoposte a vigilanza: via Bonomelli, via Paglia nel tratto tra via Paleocapa e via Novelli, piazzetta don Andrea Spada, viale Papa Giovanni XXIII dall’incrocio con via Paleocapa al civico 57, via Mozart, via Leoncavallo e via Zanica fino all’intersezione con il passaggio di via Leoncavallo. Sono luoghi nei quali le forze dell’ordine continuano a riscontrare criticità legate alla presenza di persone dedite ad attività illegali, ma anche comportamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti.
La decisione è arrivata dopo il passaggio nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale hanno partecipato Comune, vertici provinciali delle forze dell’ordine e procuratore della Repubblica. La valutazione è dunque quella di proseguire con uno strumento che, secondo la Prefettura, ha prodotto effetti positivi sul piano preventivo e repressivo. L’ordinanza riconosce però anche che, in alcune zone della città, le criticità non sono state superate.
Il nodo dei dati
È proprio su questo punto che si inserisce la posizione di Alleanza Verdi e Sinistra Bergamo, che contesta la lettura positiva del bilancio e chiede maggiore trasparenza. Per Avs, dopo diciotto mesi è necessario capire non soltanto quante persone siano state controllate o allontanate, ma che cosa sia successo dopo quei provvedimenti.
Il dato di partenza è semplice (…)