Sinistra Italiana interviene sul nuovo regolamento della partecipazione approvato dal Comune di Bergamo, che – citando l’amministrazione – «nasce dalla necessità di aggiornare e riordinare in un unico testo, in modo organico e coerente con lo Statuto comunale vigente e con altri regolamenti, tutti gli strumenti partecipativi del Comune». Ha sottolineato Sinistra Italiana Bergamo: «Come forza di maggioranza, ci teniamo a sottolineare il nostro giudizio critico sull’impianto del regolamento e a fare le nostre proposte per migliorarlo».
Le proposte avanzate da Sinistra Italiana
«Consideriamo il regolamento approvato insufficiente, è un testo debole, che rischia di lasciare le cose come stanno – dichiara Alfredo Di Sirio, segretario provinciale di Sinistra Italiana Bergamo -. Da una maggioranza di centro-sinistra ci aspettiamo più coraggio. La partecipazione non è un esercizio d’ascolto formale mentre il Comune mantiene la totale discrezionalità sulle scelte e sulle risorse. La partecipazione è un diritto e non una concessione».
Partecipazione, aggiunge, «significa co-decidere con la cittadinanza, e dare fondi certi ai quartieri per i progetti che gli abitanti ritengono prioritari». Cinque le criticità principali evidenziate dal partito e la prima riguarda l’aspetto economico: «Nessun fondo certo. Il bilancio partecipativo resta discrezionale, ogni anno la Giunta Comunale può decidere se attivarlo o meno, senza assicurare risorse fisse o vincolanti del bilancio comunale garantite ai quartieri».
C’è poi la «totale discrezionalità finale del Consiglio comunale. Dopo che i cittadini hanno votato i progetti per il proprio quartiere, l’elenco dei progetti vincenti passa al Consiglio Comunale, che può decidere di approvare o non approvare uno o più progetti votati dalla cittadinanza, può farlo con l’unico vincolo di motivare la scelta». Si parla anche di referendum comunali, «frenati dai quorum: al 50 per cento più 1 premia l’astensionismo».
Tema urbanistica e mobilità, il partito evidenzia «zero ascolto: esclusi i referendum sui temi territoriali, manca qualsiasi canale alternativo per la cittadinanza su opere pubbliche, rigenerazione urbana e mobilità». Ultimo punto riguarda il civismo: «L’obbligo di un ente capofila ostacola l’accesso ai bandi per i comitati informali e i gruppi giovanili».
Sinistra Italiana Bergamo propone perciò: «fondo pluriennale certo e vincolante per i quartieri, decidano i cittadini per i progetti del loro quartiere senza discrezionalità del Consiglio comunale, obbligo di Dibattito Pubblico preventivo su urbanistica, rigenerazione urbana e mobilità, referendum senza quorum e l’accesso diretto ai patti di collaborazione per le realtà informali senza capofila».
«L’approvazione del testo non chiude la partita – conclude Di Sirio -. Chiediamo questi correttivi da parte del Consiglio Comunale in grado di garantire a Bergamo una reale partecipazione dei cittadini».