La protesta

Sit-in di Greenpeace all'Esselunga di via Corridoni contro gli allevamenti intensivi

L'associazione spiega: un gran numero di animali è stipato in poco spazio. L'ambiente ideale per la proliferazione di patogeni, come il Covid

Sit-in di Greenpeace all'Esselunga di via Corridoni contro gli allevamenti intensivi
Attualità Bergamo, 16 Giugno 2021 ore 16:17

«Allevamenti intensivi? Deforestazione inclusa nel prezzo». È quanto recita uno dei cartelli pubblicitari mostrati ieri, martedì 15 giugno, dai volontari di Greenpeace all’esterno dell’Esselunga di via Corridoni.

Una campagna pubblicitaria alternativa, che punta a denunciare le storture del sistema degli allevamenti intensivi e a chiedere un cambiamento radicale nelle modalità con cui si produce il cibo nelle economie più sviluppate, soprattutto di ciò che arriva sul bancone delle macellerie dei supermercati.

«La produzione intensiva di carne è uno dei principali motori della deforestazione e della perdita di biodiversità – sottolinea Simona Savini, di Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia -. Sono due importanti fattori di rischio per il verificarsi di epidemie, perché possono favorire nuovi salti di specie di virus e batteri dagli animali agli esseri umani. In questa tipologia di allevamenti gli animali sono costretti a vivere in spazi ristretti: un ambiente ideale per il proliferare di agenti patogeni. Anche se non compare in etichetta, il rischio di nuove epidemie è un prezzo troppo alto da pagare per continuare a produrre sempre più carne a basso costo».

Non sarebbe però troppo tardi per invertire la rotta. Per questa ragione Greenpeace ha chiesto al Governo di usare i fondi pubblici per accompagnare una transizione ecologica del settore, sostenendo quelle aziende che producono su piccola scala e quegli allevatori che intendono uscire dal modello intensivo, riducendo anche il numero degli animali.

La scorsa settimana gli attivisti erano entrati in azione davanti al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali riuscendo a strappare un incontro con il Ministro Stefano Patuanelli, che si è mostrato favorevole a confrontarsi in merito alle proposte dell’associazione ambientalista.