A mio parere, dal punto di vista di chi vede questo progetto come l’undicesima piaga d’Egitto ci sono una notizia cattiva ed una buona.
Quella cattiva e’ che il progetto e’ così, ci sono dei vincoli legati al finanziamento europeo e non cambiera’, salvo minimi aggiustamenti. Bisogna farsene una ragione. Del resto la maggior parte (in alcuni casi tutte) le innovazioni in campo ambientale e di mobilità che abbiamo introdotto in Italia sono avvenute grazie ai vincoli europei (rifiuti, carburanti, limiti a emissioni, scarichi, protezione fauna, habitat, VIA etc. etc. etc.) e del resto la maggior parte delle infrazioni aperte con l’Italia riguarda le pratiche ambientali. Sarebbe bene pero’ aspettare di vedere il progetto a regime e con la viabilità di via SB completa prima di stracciarsi le vesti e consumarsi il fegato, perche’ gli scenari studiati in fase progettuale prevedevano una situazione diversa da quella che vediamo oggi, quindi non e’ corretto dire che abbiamo sbagliato tutto; e’ invece corretto dire che per cause esterne al progetto la fase iniziale di esercizio avviene in un contesto diverso da quello studiato.
La notizia buona (che per quanto mi riguarda e’ in realta’ quella pessima), e’ che questo progetto chiaramente rimarra’ un unicum, ovvero non avverrà piu’ alcuna operazione significativa di riequilibrio nell’uso dello spazio urbano tra modalita’ diverse di trasporto, collettivo o individuale, come avvenuto invece in questo caso (col grave errore tuttavia di aver lasciato tanto per cambiare la mobilità ciclistica da parte). In altre parole, non verrà piu’ fatto nulla di significativo che tolga spazio alla mobilità automobilistica, la piu’ inefficiente in città, per convertirlo a usi piu’ efficienti. Non si farà semplicemente perche’, evidentemente, non siamo pronti per farlo, non siamo usi ad osservare le buone pratiche altrui e a replicarle, non ci interessa introdurre novità che funzionano ovunque, ovvero in ogni città dove le decisioni su una nuova mobilità sono state prese senza se, ma, e forse, e dove ora tutti stanno meglio. Siccome non siamo pronti noi, non lo fara’ di certo la politica; tantomeno lo fara’ questa amministrazione cosi’ come non lo hanno fatto quelle precedenti, la cui politica di mobilità consolidata era e rimane quella di dare la priorità alle auto in ogni caso in cui esistono conflitti e bisogna decidere a chi dare la priorità, infilando gli altri negli spazietti lasciati liberi dalle prime; basta osservare, anche oggi, l’ennesimo progettino “ciclopedonale” invece che ciclabile annunciato tra redona, monterosso e lo stadio, progettino perfettamente coerente con i documenti programmatici in vigore che hanno esattamente questa politica (non-politica) della mobilità alla base.
Quindi mi tranquillizzerei sapendo che tutto continuera’ sostanzialmente come prima, cioe’ proseguiremo a perdere tempo e risorse spostando enormi flussi di auto di qui e di la’, continuando ottusamente a spaccarci la testa alla ricerca della soluzione per far muovere la gente in città principalmente in auto, senza code e soprattutto col parcheggio sotto casa e davanti al bar.