I dieci giorni di “ultimatum” fissati dal Comune di Bergamo sono scaduti, ma per ora nessun provvedimento è stato preso e la situazione in via Sant’Orsola non pare essere migliorata. Anzi, se possibile è pure peggiorata, visto che lo “scontro” tra residenti sul piede di guerra per quella che considerano «una movida sconsiderata» e titolari dei locali s’è ulteriormente acuito, al punto di arrivare a vicendevoli minacce di ricorrere alle vie legali.
Lo stallo “armato”
Il 23 aprile, a Palazzo Frizzoni gli abitanti della via più esasperati si sono nuovamente incontrati con l’assessore alla Sicurezza, Giacomo Angeloni. Sul tavolo la possibilità, annunciata dallo stesso assessore al nostro giornale un paio di settimane fa, di intervenire sulla questione con un’ordinanza che imporrebbe una chiusura serale anticipata ai locali della via.
Un’ipotesi che, comprensibilmente, i titolari ritengono ingiusta (eufemismo). Tant’è che questi ultimi si sono preparati a una controffensiva: da un lato, pare abbiano lanciato una raccolta firme tra quei residenti che considerano la loro presenza – e la loro clientela – un plus per la via, non un problema; dall’altro, si sarebbero rivolti a un legale per valutare ricorsi contro i possibili interventi del Comune.
Sempre più esasperati
Allo stesso tempo, si sta ampliando il fronte di chi vive nella stretta strada del centro città ed è esasperato da schiamazzi, maleducazione e sporcizia lasciata dai giovani (giovanissimi, molto spesso) avventori dei locali di via Sant’Orsola.
La scorsa settimana, infatti, l’amministrazione di un condominio situato a inizio della strada – vicino a via XX Settembre, quindi – ha scritto all’Amministrazione comunale e alle forze dell’ordine per chiedere di «attivarsi» nei confronti di una specifica attività.
La nuova gestione – subentrata da poco alla precedente – avrebbe preso «l’abitudine di tenere il livello dell’impianto audio interno ad un volume alto, mentre il gran numero degli avventori staziona sulla porta e fuori dal locale, la sera tarda e, soprattutto nei fine settimana, a volte fin dopo la mezzanotte, vociando, bevendo e ridendo in modo sguaiato (…)