Tre ipotesi sul tavolo per un unico asse viario, la minaccia di un centro storico deserto e lo spettro del “traffico parassitario” (cioè traffico causato da chi utilizza strade secondarie) che si riversa nei quartieri residenziali. Sono questi i temi principali emersi durante l’assemblea pubblica dello scorso 12 maggio sul Piano urbano della mobilità sostenibile all’auditorium comunale di Zanica.
Non si tratta di un progetto definitivo di singole opere o interventi, ma di uno strumento di pianificazione per analizzare il territorio, individuare criticità e valutare possibili indirizzi e strumenti per migliorare la qualità del paese.
Dal dibattito è emersa in particolare la necessità di affrontare il tema del traffico di attraversamento e della vivibilità dell’abitato, mantenendo però il giusto equilibrio tra esigenze diverse: la qualità della vita dei residenti; la possibilità di accesso e movimento per chi vive e lavora in paese; la sicurezza di pedoni e ciclisti; l’accessibilità ai servizi e alle attività del centro.

«Il percorso avviato nei mesi scorsi, anche attraverso il questionario iniziale, ha consentito ai professionisti incaricati di raccogliere dati e costruire un’analisi tecnica del territorio e delle abitudini di spostamento – spiega la lista di maggioranza del sindaco Luigi Locatelli, “Zanica futuro comune” -. L’incontro ha permesso di approfondire esigenze concrete, esperienze quotidiane e punti di vista differenti da parte di residenti, commercianti e cittadini».

«Alcune scelte relative alla mobilità e al trasporto – ha proseguito – coinvolgono anche enti sovracomunali, in particolare i gestori del trasporto pubblico. Problemi complessi come il traffico parassitario non possono essere affrontati con soluzioni semplicistiche o immediate: il lavoro sarà quello di valutare strumenti concreti ed efficaci per ridurre il traffico di puro attraversamento, salvaguardando al tempo stesso la libertà di transito dei residenti e favorendo una mobilità più sicura e sostenibile. Il nostro compito sarà quindi quello di ascoltare tutte le posizioni (…)