Un parabrezza sfondato e un furto in un supermercato: sono i danni registrati, fortunatamente contenuti, a Treviglio in seguito alla protesta degli studenti che ha coinvolto diverse città italiane. La polizia, ieri, il 19 ottobre, ha identificato trenta ragazzi, tra Bergamo e Treviglio, tutti minorenni.
A Treviglio pochi momenti di tensione
Prevenzione è stata la parola d’ordine. Ieri, come riporta Corriere Bergamo, impegnati nelle attività di controllo c’erano polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Temendo nuovi disordini, come è accaduto a Milano, il personale si è disposto nella zona delle stazioni di Bergamo e Treviglio.
In città sono stati fermati diversi giovani, poi trovati in possesso di passamontagna e maschere. Alla stazione di Treviglio sono nel frattempo arrivati anche studenti da Romano di Lombardia e dal Milanese: un migliaio di ragazzi, tra i 14 e i 15 anni, si sono riversati nel piazzale di fronte all’Isis Oberdan.
Sono stati accesi fumogeni, lanciati petardi, c’è chi ha chiuso i cancelli con dei lucchetti. Attraverso Instagram sono stati chiamati a raccolta altri studenti, dall’Is Archimede e dall’Iss Simone Weil. La notizia del corteo, spontaneo e poco organizzato, senza nemmeno striscioni, si è diffusa il giorno precedente tra i ragazzi, e qualche genitore ha preferito tenere a casa i propri, ma negli istituti le lezioni si sono svolte regolarmente.
L’unico momento di tensione si è verificato all’avvio, nel piazzale dell’area commerciale di largo Lamarmora, dove un gruppetto di quindici giovani hanno fatto irruzione nel supermercato Coop con cappucci calati sul viso. Intervenuta immediatamente la polizia, che ha fermato un quindicenne con uno zaino colmo di merce rubata. Un coetaneo, poco distante, ha rotto il lunotto di un’auto con un sasso. Entrambi i ragazzini sono stati portati in commissariato e denunciati. Il corteo è proseguito per il resto della mattinata senza ulteriori complicazioni.
Gruppi senza organizzazione in città
Al contrario di Bergamo, dove diversi gruppi di giovani senza organizzazione hanno provocato disordini tra le vie della città. Sono stati identificati 23 ragazzi, accompagnati in Questura, e altri cinque, sempre minorenni, sono stati fermati e identificati dai carabinieri, alcuni avevano partecipato anche alla manifestazione di sabato. Quando erano stati arrestati altri due giovani, che dopo tre giorni di carcere sono stati interrogati questa mattina dal gip Riccardo Moreschi.
Il pm, Giancarlo Mancusi, ha chiesto che entrambi restino in cella. Il primo, un 35enne pakistano, irregolare sul territorio italiano, avrebbe agitato una spranga di due metri e venti centimetri, cercando di colpire il commissario capo Marta Casati, che gli stava chiedendo di desistere, mentre si trovavano a Porta Nuova. A cui si sono poi aggiunti gli insulti. Il secondo è un 19enne, italiano nato in Senegal, accusato di resistenza e lesioni alla polizia.