Il prato della Fara colmo di giovani, sdraiati, rilassati, e festosi. «Un’immagine bellissima, che ormai fa parte delle tradizioni della nostra città: l’ultimo giorno di scuola a Bergamo si festeggia così, con un grande pic nic collettivo, che dà il benvenuto all’estate e alle vacanze». Meno bello, il tappeto di rifiuti, tra carte e bottiglie, abbandonati sul prato a posteriori. «La novità di quest’anno, meno gradita e totalmente ingiustificabile».
A parlare è l’assessora alla Transizione ecologica, ambiente e verde del Comune di Bergamo Oriana Ruzzini, che sui propri canali social denuncia l’inciviltà di quanti, nel festeggiare la fine dell’anno scolastico, hanno ben pensato di lasciare sul prato della Fara spazzatura di ogni genere. Ci hanno pensato due operatori di Aprica a ripulire il tutto: tre ore, «che li ha tolti da altri ambiti dove avrebbero dovuto operare», per rimuovere carte, cartacce, lattine, bottiglie e involucri di plastica.
Talvolta, sono i genitori i primi a sporcare
«In vista dell’esame di maturità, altro appuntamento in cui chi dimentica il senso civico dà il meglio di sé, ho scritto una lettera ai dirigenti scolastici, per fare squadra nell’insegnare ai ragazzi che lo spazio pubblico è la loro e la nostra casa». Nella lettera, Ruzzini ha voluto sottolineare che la dispersione dei rifiuti nell’ambiente è punibile ai sensi dell’art. 10 del “Regolamento per la disciplina dei servizi di gestione dei rifiuti urbani” del Comune di Bergamo, che vieta l’abbandono e il deposito abusivo di rifiuti su aree pubbliche o private a uso pubblico. «Non vorremmo compromettere giorni di festa con sanzioni».
«Si può festeggiare, si deve festeggiare – ha sottolineato l’assessora -, ma ognuno deve imparare a rimettere i propri rifiuti nel sacchetto, portarli a casa e differenziarli, o almeno portarli al cestino più vicino. In vista della maturità abbiamo anche chiesto alle scuole se abbiano bisogno di contenitori extra per la differenziata. Ringraziamo i dirigenti che hanno risposto: alcuni di loro mi hanno riferito che il problema, talvolta, sono i genitori che festeggiano il successo dei figli anche sparando i famigerati coriandoli di plastica che, con i palloncini, sono tra i rifiuti più dannosi per gli ecosistemi e la fauna selvatica».
L’appello a mantenere una città pulita, sottolinea Ruzzini, vale quindi tanto per i ragazzi, per chi si diploma e laurea, quanto per gli adulti, che festeggiano i successi. «Serve uno scatto di civiltà per preservare la bellezza e la cura della nostra città, da cui derivano la nostra salute e quella degli ecosistemi. È un’attenzione necessaria che deve fare parte di noi sempre, nella quotidianità e a maggior ragione nei giorni di festa».