Polmone verde e patrimonio di biodiversità del territorio, il Parco dei Colli di Bergamo è da circa tre settimane teatro di una pioggia ininterrotta di spari. Ogni mattina all’alba, colpi d’arma da fuoco risuonano ogni tre-cinque minuti, minacciando la sicurezza dei visitatori e decimando la fauna locale, in particolare i volatili che popolano e nidificano nell’area protetta. È l’allarme lanciato da un gruppo di cittadini del Comune di Bergamo, «stanchi di una situazione ormai insostenibile».
La richiesta: abbassare le armi
Nei giorni scorsi, spiegano i residenti, si è persino sparato mentre alcune famiglie con bambini raccoglievano castagne nei boschi, «mettendo a rischio l’incolumità pubblica». «Non parliamo di contenimento faunistico o di esigenze agricole, ma di un vero e proprio massacro dell’avifauna e dei piccoli animali – denuncia Elisabetta Maffioletti a nome di un gruppo di cittadini della zona -. L’escalation a cui assistiamo è figlia diretta delle recenti politiche del Governo, che con le nuove norme ha allargato le maglie dei permessi venatori e indebolito i vincoli di tutela, favorendo gli interessi della caccia a scapito della collettività».
Chiedendo espressamente ai cacciatori di abbassare le armi, i cittadini sollecitano un intervento urgente e congiunto di Comune di Bergamo, Provincia di Bergamo e Regione Lombardia. L’appello del gruppo alle istituzioni è chiaro: intensificare i controlli delle guardie venatorie e della Polizia Provinciale, far rispettare i vincoli del Parco e restituire sicurezza e quiete alla comunità prima che sia troppo tardi.