assistenza di base

«Va benissimo avere più medici in Bergamasca, ma vadano dove ce n’è più bisogno»

La Regione ha aperto un bando per 511 posti nella nostra provincia. Un numero ideale, non realistico. Il presidente dell’Ordine: priorità alle zone sguarnite

«Va benissimo avere più medici in Bergamasca, ma vadano dove ce n’è più bisogno»

di Paolo Aresi

I posti vacanti sono 511, e sono veramente tanti, considerando che oggi i medici di famiglia in Bergamasca sono circa cinquecento: vorrebbe dire la metà del fabbisogno.

La Regione Lombardia ha aperto un bando per l’assunzione dei medici mancanti che dovranno lavorare sul territorio, sia come medici di famiglia, sia come medici della Continuità assistenziale che delle Case di comunità.

Secondo le ultime norme, un professionista dovrebbe assistere circa mille e duecento persone (bisogna considerare che i ragazzi sotto i quattordici anni sono assistiti da pediatri). La carenza non è uniforme, Bergamo città, ad esempio, non soffre particolarmente. Le zone più in difficoltà sono quelle marginali, per esempio le nostre aree di montagna più lontane dai centri urbani.

I numeri parlano oltre tutto di un incremento dei posti vacanti. Lo scorso anno, sempre in questo periodo, il bando regionale riguardava 427 posti: ci sarebbe stato quindi un aumento del venti per cento del fabbisogno. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo, Guido Marinoni, getta un po’ d’acqua sul fuoco spiegando che quei 511 posti liberi si riferiscono a tutti i ruoli in uno stato di “perfezione”, con tutti i posti coperti al meglio.

Una situazione utopistica, insomma. In realtà, dice Marinoni, questo non è mai accaduto, nemmeno nel tempo in cui i medici abbondavano. Ha detto il presidente: «Questi numeri sono teorici, ma nella realtà le cose sono sempre andate in maniera diversa, anche nei momenti migliori i medici di base non erano più di settecento. Se ne venissero assunti altri 511 vorrebbe dire che tutti i ruoli verrebbero coperti come in un paese delle meraviglie, che però non esiste, con una Continuità Assistenziale perfetta, con Case della Comunità funzionanti a pieno regime e così via. Data la nostra realtà, bisognerebbe cominciare ad occupare soprattutto i posti nei luoghi dove non si trova un medico per chilometri».

Ma i criteri con cui Regione Lombardia si occupa della sostituzione dei medici sono particolari (…)

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