La Giunta comunale di Bergamo ha approvato in linea tecnica il progetto di recupero della ex chiesa di San Michele all’Arco, destinata a ospitare nuove funzioni culturali in stretta sinergia con la Biblioteca civica Angelo Mai. Un intervento di grande rilievo per il borgo storico di Città Alta e per uno dei più importanti complessi culturali della città.
L’operazione rientra nel più ampio programma di adeguamento, messa in sicurezza, restauro e valorizzazione della Biblioteca Angelo Mai e della ex chiesa di San Michele all’Arco, approvato dalla Giunta nel novembre 2024. L’obiettivo è consolidare e rafforzare la vocazione culturale dell’immobile, valorizzando il patrimonio bibliografico custodito dalla biblioteca e restituendo piena funzionalità a uno spazio che da decenni fa parte integrante della sua storia.
Un edificio storico nel cuore di Città Alta
La ex chiesa di San Michele all’Arco si trova tra piazza Vecchia e via Rivola. Dal 2019 è di proprietà del Comune di Bergamo, a seguito della permuta con la Parrocchia di Sant’Alessandro Martire in Cattedrale che ha coinvolto anche la chiesa del Galgario.
L’edificio è sottoposto a tutela dal 1914 e sorge in un contesto di straordinario valore storico e artistico: nel cuore di Città Alta, all’interno del nucleo storico del sito Unesco delle Opere di difesa veneziane, in un’area caratterizzata da elevata sensibilità paesaggistica e da un importante potenziale archeologico.
La storia di San Michele all’Arco è profondamente intrecciata a quella della città e della Biblioteca Angelo Mai. Le sue origini, secondo la tradizione, risalirebbero attorno al 300 d.C., mentre le prime testimonianze documentarie la citano già tra il IX e il X secolo. Nel corso dei secoli l’edificio ha svolto diverse funzioni, come sede di vicinia civile e religiosa e luogo di culto, accompagnando le trasformazioni urbanistiche di Piazza Vecchia e Palazzo Nuovo.
Nel 1955 la Curia Vescovile ne dispose la riduzione a uso profano e, nello stesso anno, gli spazi vennero concessi al Comune per ospitare fondi bibliografici. Da quel momento iniziò il percorso che ha portato San Michele all’Arco a diventare sede dell’emeroteca della Biblioteca Angelo Mai.
Nuovi spazi per mostre, incontri e attività culturali
Il progetto prende le mosse da questa lunga storia e propone un riutilizzo coerente con la natura del luogo. L’obiettivo non è soltanto il restauro monumentale, ma anche la ricostruzione del legame tra il patrimonio documentario della Biblioteca e gli spazi architettonici che lo ospitano.
L’intervento prevede una nuova organizzazione interna della ex chiesa, con una riduzione del carico legato alla raccolta emerotecaria e la creazione di ambienti in grado di accogliere attività culturali, esposizioni, eventi musicali, incontri e manifestazioni.
San Michele all’Arco continuerà a svolgere la funzione di deposito storico collegato alla Biblioteca Angelo Mai, ma diventerà anche uno spazio destinato a mostre, iniziative culturali e attività aperte alla cittadinanza.
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Depositi ampliati e servizi modernizzati
Accanto al recupero della ex chiesa è prevista una profonda riorganizzazione dei depositi della Biblioteca Angelo Mai. Il progetto contempla circa 7.000 metri lineari di nuove scaffalature, dimensionate per soddisfare le esigenze future della biblioteca e dell’emeroteca.
Il piano comprende inoltre il riassetto funzionale degli spazi destinati alla formazione specialistica, ai laboratori di restauro e riproduzione fotografica, alle attività di catalogazione, alla reception e all’informazione al pubblico. Saranno inoltre realizzati nuovi ambienti dedicati alla lettura e allo studio, oltre a spazi per mostre, lezioni, convegni, presentazioni editoriali e attività di ricerca.
Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità e alla sicurezza. Il progetto prevede l’adeguamento degli accessi, delle vie di fuga e degli spazi interni, con l’obiettivo di superare le barriere architettoniche e rendere il complesso più sicuro e fruibile.
Dal punto di vista conservativo, l’intervento seguirà i principi della tutela del patrimonio storico, della riconoscibilità tra elementi antichi e nuovi e del rispetto dell’effetto spaziale originario. Le nuove strutture previste all’interno della ex chiesa, comprese le vetrine destinate ad archivio ed emeroteca, saranno concepite come elementi autonomi e contemporanei, chiaramente distinguibili dall’architettura storica. In questo modo non verranno compromessi affreschi, pareti, volte e strutture portanti.
L’asse centrale dell’aula rimarrà libero e perfettamente leggibile, mentre i nuovi inserimenti saranno progettati come veri e propri “spazi nello spazio”, capaci di garantire nuove funzioni senza alterare la percezione complessiva dell’ambiente monumentale.
Investimento da oltre 4,7 milioni di euro
Il quadro economico dell’intervento ammonta complessivamente a 4.715.212 euro. Le risorse copriranno il restauro della ex chiesa, la sistemazione degli spazi esterni, la realizzazione delle nuove vetrine per archivio ed emeroteca, gli arredi e gli allestimenti, oltre agli interventi relativi alla sicurezza, agli impianti tecnologici e all’eliminazione delle barriere architettoniche.
La proposta è stata candidata al bando della Fondazione Cariplo “Programma degli Interventi Emblematici 2024-2026”, nell’ambito della linea strategica “Creare valore condiviso”. Prima della definizione progettuale sono stati eseguiti numerosi approfondimenti tecnici, tra cui rilievi geometrici, architettonici, strutturali e impiantistici, documentazione fotografica e ortofoto degli affreschi, oltre a indagini georadar sui substrati della pavimentazione, necessarie anche in considerazione dell’elevato potenziale archeologico dell’area.
La candidatura è stata sostenuta da un articolato progetto culturale, sviluppato dalla Direzione Cultura e condivisa con oltre 40 soggetti culturali del territorio.